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Dieta Mediterranea, aperte le celebrazioni peri 10 anni dal riconoscimento Unesco

Il confronto in diretta facebook sulla pagina del Ministero dell’Ambiente. Ministro Costa: “Orgoglioso di questa giornata, patrimonio da conservare e promuovere per nostri figli e nipoti”

Roma, 16 novembre 2020 – Si sono aperte questa mattina, con un confronto tra Ministri ed esponenti del mondo accademico, coordinati dalla giornalista Donatella Bianchi, le celebrazioni per i 10 anni di riconoscimento della Dieta Mediterranea quale patrimonio culturale da parte dell’UNESCO.

Per celebrare il decennale, il Ministero dell’Ambiente ha promosso una diretta facebook (https://www.facebook.com/ministeroambiente) alla quale hanno preso parte il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il Capo di Gabinetto Pier Luigi Petrillo, i Ministri degli Esteri, delle Politiche Agricole, dell’Istruzione, della Salute, il presidente Franco Bernabè, il sindaco di Pollica Stefano Pisani e la docente Elisabetta Moro.

Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha sottolineato che “la dieta mediterranea patrimonio Unesco è per noi una grande soddisfazione e un risultato gigantesco. In campo ambientale ha una valenza significativa, basti pensare alla biodiversità agricola, alla strategia di tutela della biodiversità di cui l’Italia è prima firmataria in Ue, alla linea farm to fork. Da ministro – ha aggiunto Costa - sono orgoglioso che qusta giornata sia dedicata al riconoscimento della dieta mediterranea, e proseguirà il nostro impegno affinché sia patrimonio da conservare e promuovere per i nostri figli e nipoti”.

Per il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il riconoscimento Unesco “è la testimonianza del modo italiano di intendere la vita, che riguarda il nostro cibo ma anche la difesa dell’ambiente, della biodiversità, del turismo, la promozione di percorsi enogastronomici dei nostri territori”.

Il Ministro ha ricordato come la dieta mediterranea sia al centro del piano straordinario ‘Vivere all’italiana’, per la produzione di cultura e sistemi produttivi italiani e, dal 23 al 29 novembre, della Settimana della cucina italiana nel mondo.

Per il Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, dieta mediterranea è uno stile di vita, ma anche “cura del territorio, bellezza, benessere, salvaguardia della salute, rispetto del paesaggio che abbiamo ricevuto in eredità, salvaguardia e sviluppo armonico dei mestieri tradizionali. Promuovendo la dieta mediterranea salvaguardiamo la biodiversità, contrastiamo lo spreco alimentare, sosteniamo politiche a tutela del lavoro. Fame zero è il nostro obiettivo – ha sottolineato Bellanova -, il diritto al cibo va garantito in Costituzione, promuovendo azioni verso i giovani e le donne, contribuendo allo sviluppo socioeconomico delle comunità territoriali, anche per affrontare e risolvere il problema dell’esodo rurale”.

Per il Ministro della Salute Roberto Speranza, la dieta mediterranea patrimonio dell’umanità “è un messaggio di fondo che buona salute vuol dire anche creare ogni giorno condizioni per star bene e quello che mettiamo in tavola è essenziale per questo obiettivo”.

Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha sottolineato che “la scuola ha un ruolo decisivo nel sensibilizzare giovani e famiglie, anche il pasto che si consuma a scuola racchiude socialità, scambio. Restiamo in prima linea – ha affermato - nel contrastare le disparità, tutelare il diritto alla salute anche nelle scuole, e continueremo a lavorare per sostenere e promuovere ogni iniziativa atta a diffondere e custodire il prezioso patrimonio che ci è stato tramandato”.

Per il Presidente Franco Bernabè, “la dieta mediterranea trasmette un dinamismo di cui in questo frangente abbiamo un grande bisogno. Le crisi fanno emergere la necessità di un maggiore multilateralismo e di una governance globale. Scienza, cultura, educazione sono l’unica chiave per un futuro di progresso dell’umanità. Il patrimonio culturale immateriale richiede uno sforzo corale di tutela di fronte alle spinte dell’omologazione culturale. La dieta mediterranea è frutto di una storia plurisecolare che si pone a cavallo tra tutela ambientale sicurezza alimentare e tutela della salute”.

Il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente Pier Luigi Petrillo ha voluto ripercorrere la storia del negoziato che ha portato al riconoscimento Unesco e ricordare il sindaco di Pollica Angelo Vassallo, che spinse affinché l’intero Cilento e non soltanto la sua città fosse inserito come comunità emblematica all’interno del dossier. “Il riconoscimento Unesco – ha affermato Petrillo – per la prima volta assegnò ad una pratica alimentare il ruolo di patrimonio culturale. Un riconoscimento così rilevante che cinque anni dopo l’Unesco cambiò le sue direttive inserendo un intero capitolo sul tema dello sviluppo sostenibile, e che ha permesso al mondo di conoscere come questo stile di vita rappresenti lo stile di vita italiano”.

La dieta mediterranea, ha aggiunto Petrillo, è quella con “il minor impatto ambientale, consuma poca acqua si basa sulla stagionalità rispettando i ritmi della natura, tutela la biodiversità e consente al singolo di poter apprezzare tipi di produzione completamente diversi. Una dieta sta rappresentando in molti territori uno strumento utile per lo sviluppo sostenibile”.

Per Stefano Pisani, attuale sindaco di Pollica “abbiamo il compito di cercare di preservare lo stile di vita mediterraneo e fare in modo che sopravviva alla modernità, far sopravvivere l’elemento culturale cercando di utilizzare le innovazioni a servizio dello stile di vita. Lo possiamo fare cercando di fornire alle nuove generazioni gli strumenti più adeguati attraverso la diffusione del concetto di stile di vita mediterraneo”.

La professoressa Elisabetta Moro, Ordinario di Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha sottolineato la necessità di “continuare a remare tutti insieme nella stessa direzione, la rotta c’è. Il riconoscimento Unesco ci ha fatto capire che c’era un patrimonio culturale immenso e condiviso e, anche con l’aiuto della Fao, abbiamo capito che è il regime alimentare del futuro perché il più sostenibile”.

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