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Discarica Bussi. Galletti: anche in appello ci costituiamo parte civile

Discarica Bussi. Galletti: anche in appello ci costituiamo parte civile

E' solo una sentenza di primo grado e, come tale, non definitiva,  quella che ha assolto gli imputati nel processo penale innanzi alla Corte di Assise di Chieti per il disastro ambientale provocato dalla mega-discarica dello stabilimento Montedison di Bussi sul Tirino. Occorrerà leggerne le motivazioni, per valutare le ragioni sia del mancato riconoscimento del reato di avvelenamento delle acque, che della derubricazione del reato di disastro doloso in colposo, che ha avuto per effetto la dichiarazione di prescrizione del reato da parte della Corte di Assise. Il Ministero ha intenzione di proseguire, in grado di appello ed anche in Corte di Cassazione, l'intrapresa azione civile per la condanna al risarcimento degli ingenti danni provocati.

La finalità di ripristino ambientale di quella parte d'Abruzzo rappresenta una priorità, a prescindere dall'esito del processo penale e infatti il Ministero sin dal 2013 ha adottato un provvedimento con il quale ha diffidato Edison a provvedere alla rimozione dei rifiuti illegalmente stoccati nelle aree a nord dello stabilimento e della discarica "Tre Monti". Il provvedimento è stato impugnato innanzi al TAR ABRUZZO che l'ha ritenuto legittimamente adottato e perciò è attualmente efficace. A gennaio la parola definitiva spetterà al Consiglio di Stato che deve decidere il ricorso proposto avverso la decisione del TAR. Nel frattempo all'inizio dì dicembre il Commissario Goio ha presentato il piano per la bonifica dell'area a nord dello stabilimento Solvay, sul quale sono stati chiesti i pareri di ISPRA e ARTA Abruzzo al fine dell'esame definitivo in Conferenza di Servizi.