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Galletti: “Legge sugli eco-reati: da oggi chi sbaglia paga”

Galletti: “Legge sugli eco-reati: da oggi chi sbaglia paga”

L’intervista del ministro dell’Ambiente al Messaggero
Per la prima volta questo Paese definisce chi punisce nello specifico i reati ambientali. Fino ad oggi non era mai successo. Insieme a un rafforzamento dei controlli, ciò determinerà un vero cambiamento culturale, ecco perché l'ultimo voto della legge in Senato tra oggi e domani è tanto importante». Parola di Gian Luca GalIetti, ministro dell’Ambiente. La legge sui delitti contro l'ambiente si avvia all'approvazione definitiva.

Al Senato l’approvazione della norma per punire ad hoc chi inquina la natura. Con queste misure non vedremo più processi come quello sul caso Etemit»

Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente. Dopo due passaggi alla Camera e uno al Senato, dove è stata votata a larga maggioranza, oggi la legge sui delitti contro l’ambiente si avvia all’approvazione definitiva. Cosa Cambia?

Concedetemi di dire, senza enfasi, che si tratta di una data storica per l’Italia. Per la prima volta inseriamo nel diritto penale i reati contro l’ambiente. Fino ad oggi non c’erano tipologie specifiche, per cui s’interveniva facendo riferimento a reati più generici. Ora possiamo perseguire reati ambientali con più certezza. E allunghiamo i tempi di prescrizione.

Cosa significa?

E’ importantissimo, ad esempio casi come quelli del processo sull’eternit non si ripeteranno più. Lo dobbiamo alle vittime, alle loro famiglie e alle comunità colpite. Si pensi che i tempi di prescrizione vengono di fatto raddoppitati.

Come viene articolata la legge? Più nel dettaglio: quali nuovi tipi di reato individua?

Il nuovo titolo del codice penale sui “delitti contro l’ambiente” introduce al suo interno l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico e l'abbandono di materiale di alta radioattività, l’impedimento del controllo. Ora serve un passo successivo che faremo: dobbiamo approvare un disegno di legge sulle agenzie, perché si rafforzino i controlli.

Guardiamo a questa novità del punto di vista delle aziende: non si rischia, anche per quelle che rispettano le regole, di trovarsi a combattere contro nuove normative sempre più complicate che rallentano l’attività degli imprenditori?

«No. è proprio il contrario. Ci saranno pene certe e determinate dunque possiamo semplificare le procedure in campo ambientale nell'interesse cittadini e delle imprese oneste. ln altri termini: diamo agli imprenditori corretti che già rispettano le regole la certezza di potere agire in un mercato sano, senza subire la concorrenza sleale di chi viola la legge. E andremo cosi a una semplificazione del quadro, anche questo è un significativo cambiamento culturale. E anche dal punto di vista cittadino, questo cambio è fondamentale. Per questo voglio ringraziare tutti i gruppi che in parlamento hanno offerto il loro contributo di proposte. Insieme al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, abbiamo fatto un buon laovoro.

Non ci sono solo pene severe nei confronti di chi danneggia l'ambiente, ma anche misure come l'obbligo al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi.

«Altro messaggio culturale forte, sia alle imprese, sia ai cittadini. È un monito. Si rende più semplice il ripristino, uno dei grandi problemi in questa materia nel nostro paese. Oggi abbiamo troppe aree che sono sottratte alla città perché non riusciamo a ottenere un ravvedimento operoso.

Ministro ha visto cosa sta succedendo a Roma? Siamo vicini all’esplosione dell’emergenza rifiuti. Pensa di intervenire?

In realtà, abbiamo già dato ai comuni gli strumenti per affrontare i problemi: penso alla possibilità della requisizione degli impianti o alla norma che consente di portare in altre regioni i rifiuti indifferenziati.

Non teme che questa “esportazione” dei rifiuti possa aiutare Roma a creare malcontento in altri territori del Paese?

Credo che ci impongano queste scelte ragioni di solidarietà nazionale. D’altra parte questi rifiuti prima andavano all’estero, in paesi come Norvegia e Svezia che prendiamo sempre  come esempio di modello ambientale. Dobbiamo decidere cosa vogliamo fare da grandi: io sono per la differenziata al massimo e zero rifiuti in discarica, ma nei tempi necessari a raggiungere questi obiettivi servono soluzioni di passaggio.

Lei è bolognese ma da ministro vive a Roma, cosa pensa quando vede rifiuti per strada?

Alcune zone sono pulite, altre meno. Ma non mi faccia parlare male della nostra Capitale