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Il Ministro Costa a III Forum Legambiente: “Nel Recovery plan piantumazione di 50 milioni di alberi”

“Investire strutturalmente in cultura del verde, bene la creazione di nuove aree protette”

Roma, 19 novembre 2020 – “Ho firmato in questi giorni il decreto applicativo della legge clima sulla riforestazione, 30 milioni destinati alla riforestazione urbana, in particolare a quelle aree con una certa densità di peso antropico, per migliorare la qualità dell’aria per la quale siamo anche sottoposti a procedura di infrazione, e dare un segnale diverso rispetto al processo di cementificazione”. Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto a in diretta al III Forum Nazionale ‘La Bioeconomia delle Foreste’ organizzato da Legambiente sul tema ‘Il contributo dell’Europa per tutelare la biodiversità’.

“È mia ferma intenzione – ha aggiunto Costa -, nel Recovery plan, progettare la piantumazione di ulteriori 50 milioni di alberi, un impegno green sul concetto di albero grandissimo. Poi c’è il tema di come aiutare i comuni ad attuare una gestione sana. Ho firmato i CAM nell’ambito della gestione del verde pubblico di tutti gli enti territoriali, che impongono che chiunque gestisca il verde pubblico debba uniformarsi ai principi di lotta biologica integrata, gestione sana delle potature, sostituzione delle alberature con altre, e che prevedono che si debba avere una cura iniziale almeno di 7 anni per fare in modo che quella piantumazione regni”.

Ma come far maturare una cultura del verde?“Investendo strutturalmente – spiega il Ministro -.  Con la ministra Azzolina abbiamo definito in tutte le scuole lo studio dell’ambiente, insieme a Messico e Argentina siamo gli unici Paesi al mondo ad aver definito la preparazione al green, all’ambiente, che è multigenerazionale. Il tema ulteriore è iniziare anche, attraverso il mondo dell’associazionismo, a entrare con progetti specifici nel sistema dei piccoli comuni, nel sistema delle realtà territoriali che si sentono a volte un po’ sole e che non riescono ad avere quella capacità progettuale che gli consente di spendere le risorse. Per questo, il Ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione Sogesid per affiancare i Comuni che si trovano in difficoltà”.

Sul tema della creazione di nuove aree protette, Costa ha affermato:  “Creare nuove aree protette è una delle mie priorità, e quando ho voluto immaginare le ZEA, l’ho fatto anche per dimostrare che le aree protette colloquiano con il mondo produttivo e che non è vero che il futuro non si può costruire con la transizione ecologica. Sto quindi spingendo per la creazione di nuovi Parchi nazionali, ingolosendo i territori dal punto di vista economico. È pur vero però che alcuni territori non sono pronti a fare questo salto di qualità, e percepiscono il Parco nazionale come un vincolo allo sviluppo e non una opportunità. Per questo sto dialogando incessantemente con le regioni e  chiedo a Legambiente di affiancarmi in questo confronto, per dimostrare che l’istituzione di un Parco nazionale non costituisce un vincolo”.

Ad una domanda sull’opportunità di inasprire le sanzioni per le illegalità nei confronti della flora, oltre che della fauna, il Ministro ha poi risposto:  “Sono in contatto con il direttore dell’agenzia delle dogane per stabilire un protocollo e definire l’indice di rischio da commercio internazionale in area doganale, mettendo insieme i database per intervenire nelle zone in cui questo commercio può materialmente arrivare o da cui può partire. Sull’inasprimento delle pene sono d’accordo – ha aggiunto - ma non voglio sembrare un manettaro, il tema è inasprisco pene per chi commette reati ma al pari sostengo tutti coloro che vogliono rimanere nella legalità, per poter dire che c’è un altro mondo che possiamo costruire. Detto ciò, lo Stato tutela gli onesti, e non parla con i criminali”.