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Inquinamento: Carabinieri del NOE, Guardia Costiera e Guardia di Finanza sequestrano 135 milioni di euro nei confronti di una società per reati contro l’ambiente a Lamezia Terme

Costa: “Bene stop a situazione di grave rischio ambientale”

Roma, 9 marzo 2020 - Costa: “Complimenti alle forze dell’ordine e alla Procuradi Lamezia Terme per l’operazione interforze di oggi che ha messo fine a situazione di grave rischio ambientale in provincia di Catanzaro” Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha commentato la notizia dell’operazione avviata da questa mattina dagli uomini della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, dei Carabinieri del Noe di Catanzaro e della Guardia Costiera di Vibo Valentia che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni immobili e quote societarie del complessivo valore di oltre 135 milioni di euro nei confronti della società Ilsap, operante nel campo del bio-diesel, con sede legale a Latina e sede operativa a Lamezia Terme.

L’indagine, coordinata dal Procuratore Salvatore Curcio e dal sostituto Procuratore Marica Brucci, riguarda il deposito incontrollato di rifiuti di varia natura all’interno dell’area “ex Sir” di Lamezia Terme, nonché lo sversamento illecito su suolo e falda acquifera dei reflui industriali.

L’attività investigativa, corroborata anche da accertamenti di natura tecnica, ha consentito di rilevare come l’area in questione risulti interessata da evidenti stati di abbandono, con immissioni di rifiuti solidi e liquidi nell’ecosistema ivi presente. Le prove acquisite nel corso delle indagini, svolte in maniera sinergica dalle tre forze di polizia, hanno consentito di riscontrare un quadro di rilevante gravità delle condotte e di rilevare un elevato pericolo di compromissione della salubrità ambientale.

Con queste motivazioni il Gip presso il tribunale di Lamezia Terme, Emma Sonni, su richiesta della Procura ha emesso il decreto di sequestro preventivo della piattaforma depurativa della società Ilsap, di circa 4.000 metri quadri, nonché di un’area adibita a discarica abusiva, sempre presente all’interno dell’insediamento produttivo lametino, della superficie complessiva di circa 21.000 metri quadri, contenente rifiuti speciali, solidi e liquidi di natura altamente inquinante e beni immobili del complessivo valore stimato in circa 15 milioni di euro.

Nel corso dell’attività di indagine si è inoltre proceduto all’arresto in flagranza del direttore tecnico dell’impianto per l’accertata violazione dei sigilli delle predette aree poste sotto sequestro. Infatti è risultato di estrema rilevanza la circostanza che la società, fosse già sottoposta ad un provvedimento restrittivo da parte dell’autorità giudiziaria e di fatto fosse gestita sempre dagli stessi soci che hanno proseguito la loro attività delittuosa, senza soluzione di continuità.

Questa situazione paradossale è al momento ritenuta dagli inquirenti di particolare rilevanza investigativa e costituisce oggetto di serrati approfondimenti di indagine, volti ad individuare, a qualunque livello, le cause e gli eventuali responsabili.
Gli accertamenti hanno infine consentito di ricostruire come la società, attraverso l’allestimento di attività collaudate, messe in atto in modo abituale e continuativo, abbia nel tempo causato un potenziale e significativo deterioramento del suolo e dell’ecosistema, con alto rischio di contaminazione delle matrici ambientali, che allo stato potrebbero essere già intaccate. le investigazioni proseguono senza sosta, avvalendosi anche di personale tecnico-scientifico.