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Ministro Costa su Terra dei Fuochi "Atto Corte di Strasburgo ci conferisce maggiore forza"

Roma, 5 marzo 2019 - «Siamo molto lontani rispetto ai fatti contestati nel 2014 dinanzi alla Corte di Strasburgo. Prima ancora che nel ruolo di ministro, ho lottato contro la Terra dei Fuochi e per la tutela dei cittadini come generale dei Carabinieri. Questo Governo da subito è sceso in campo con un piano d’azione concreto, e dalla partecipazione a due comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza, a Napoli e Caserta, è emerso che il numero dei roghi è in diminuzione, così come la dimensione. Questo significa interventi più tempestivi ed efficaci, visto che la catena degli interventi e delle responsabilità è stata chiarita». A parlare è il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Sono stati oltre 3.500 i ricorsi presentati nel 2014 alla Corte di Strasburgo da cittadini e associazioni persone che vivono nel territorio tra le province di Napoli e Caserta, nella cosiddetta Terra dei Fuochi. L'accusa all'Italia era di aver violato l'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani in cui è stabilito che "il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge".

«Sono sempre stato lì, in quel territorio a rappresentare questo grande dramma – aggiunge il ministro –. Oggi la Terra dei Fuochi è diventata un simbolo di quel territorio e di tutti quei casi dove c’è un’aggressione ambientale alla natura e alla salute delle persone. Questo atto avviato dalla Corte di Strasburgo ci conferisce maggior forza»

«Alcuni atti sono stati già avviati, come il patto d’azione per Terra dei Fuochi; la norma del Decreto Sicurezza che individua i percorsi di tutela da incendi delle piattaforme di rifiuti; la legge Terra Mia, che affronterà le vicende delle Terre dei Fuochi e quei siti orfani di tutela. A tale scopo, nel piano di stabilità ho fatto inserire delle risorse, dunque, qualcosa si sta muovendo. Questa condanna a carico dell’Italia ci dà la forza per dimostrare che stiamo facendo qualche cosa. Giusto fare quelle indagini per poi avere il coraggio di cambiare le cose»

La maggior parte dei roghi sono censiti ai danni degli impianti di gestione e riciclaggio dei rifiuti. Siti inseriti in un elenco di aree sensibili, fino ad ora neanche censiti. Ora vengono catalogati e monitorati con controlli continui ad opera delle forze di polizia dispiegate nei territori a rischio. Inoltre, grazie all’art. 26 bis - voluto dal parlamentare Carlo Sibilia - inserito nel decreto sicurezza, questi impianti di stoccaggio dei rifiuti devono dotarsi di sistemi antincendio, vincolo che finora non era obbligatorio. Dunque, il Governo ha segnato e sta segnando un cambio di passo radicale e completo rispetto agli anni precedenti.