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Parco del Gargano, Ministro Costa: «Sui Parchi e le Aree marine protette si deve costruire il futuro del Paese. Entro il 2030, il 30 per cento di tutte le terre emerse e dei mari protetti»

Roma, 25 agosto 2020 – Nel corso della sua visita al Parco Nazionale del Gargano, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha voluto esprimere la propria soddisfazione: “I miei complimenti a tutte le istituzioni e tutti gli attori presenti nel Parco del Gargano che hanno partecipato a questa giornata di approfondimento e celebrazione del Parco. Il mio auspicio è che continuino a collaborare insieme sempre meglio, al di là degli schieramenti e delle bandiere politiche. La natura non ha colore ed è la casa comune di tutti e tutti abbiamo il dovere di tutelarla”.

L’incontro, organizzato insieme ai vertici dall’Ente Parco, con il Presidente Pasquale Pazienza, il Presidente della Comunità del Parco Rocco Di Brina e il Direttore del Parco Maria Villani, si è svolto domenica 24 agosto, come tappe dell’itinerario del Ministro dell’Ambiente attraverso il sistema delle aree protette italiane, in un luogo simbolo del Parco, la “Foresta Umbra”, presso il Reparto Carabinieri Biodiversità. Un luogo dove le «faggete vetuste» hanno ottenuto il «riconoscimento seriale» e sono oggi inserite nella lista dei beni Patrimonio mondiale dell’Umanità tutelati dall’Unesco e di cui quattro sono proprio in Puglia.

Nel corso dell’incontro Ministro Costa ha quindi incontrato anche una rappresentanza delle autorità istituzionali e territoriali e operatori del settore e delle forze dell’ordine.
“La visita del Ministro Costa non solo ci ha fatto piacere ma è stato un gesto concreto della vicinanza delle istituzioni nazionali al territorio – ha dichiarato il Presidente del Parco Nazionale del Gargano Pasquale Pazienza –. Come Parco ci sentiamo impegnati in un percorso di collaborazione con tutti i soggetti che vivono e lavorano nell’area protetta, con l’impegno di fare sempre meglio per essere al passo con le sfide che oggi ci si presentano davanti, sapendo di essere custodi di un territorio estremamente fragile ma al tempo stesso ricchissimo di bellezza e di occasioni di sviluppo sostenibile”.

“Nel rapporto fra uomo e natura che i parchi e le aree marine protette possono insegnarci – ha dichiarato il ministro Costa – dobbiamo trovare la chiave per costruire quella nuova normalità “green” di cui abbiamo bisogno per riprenderci dopo la crisi sanitaria globale. Lo sforzo per costruire e mantenere un sistema di aree protette, terrestri e marine, è riconosciuto ormai anche dalla Strategia europea sulla biodiversità, per la quale mi sono battuto in prima persona, per tutelare entro il 2030 almeno il trenta per cento di tutte le terre emerse e dei mari per consentire agli ecosistemi di rigenerarsi e tornare in equilibrio entro la metà di questo secolo. Noi abbiamo il dovere di restituire alle future generazioni questi luoghi, come la Foresta Umbra e tutto il Parco Nazionale del Gargano che ci hanno ospitato ieri, nelle migliori condizioni. Qui è rappresentato non solo il futuro dei nostri figli e nipoti ma anche il presente per la ricchezza di biodiversità sulla quale stiamo costruendo la nuova economia”.

 

 

 

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