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Rifiuti: Carabinieri del NOE di Brescia eseguono due ordinanze di custodia cautelare per traffico illecito di rifiuti

Costa: “Complimenti ai NOE per stop a rete criminale dedita al profitto ai danni dell’ambiente”

Roma, 29 novembre 2019 – “Mi complimento con i carabinieri del NOE di Brescia per l’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica che, questa mattina, ha finalmente fermato una spregiudicata rete criminale dedita al profitto economico ai danni dell’ambiente”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha commentato l’operazione che ha portato all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare (una in carcere ed una agli arresti domiciliari) emesse dal GIP di Brescia, Alberto Pavan, nei confronti di due persone residenti in provincia di Mantova e di Treviso, per traffico illecito di rifiuti.

Le attività investigative, condotte dal Nucleo Operativo Ecologico e coordinate dal Sostituto Procuratore  della Repubblica presso il Tribunale di Brescia/DDA, Roberta Panico, hanno consentito di individuare l’esistenza di un gruppo criminale operante nel campo del trattamento e trasporto dei rifiuti, dedito alla gestione e smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, provenienti dalla Toscana, dalla Campania e dalla Lombardia.  mediante lo stoccaggio ed il loro successivo abbandono in capannoni industriali dismessi, dando luogo, in tal modo, alla creazione di numerose discariche abusive.

L’indagine ha avuto inizio nell’ottobre del 2018 con il sequestro di un capannone industriale a Soiano del Lago nel bresciano, all’interno del quale erano state illecitamente stoccate  oltre 1.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi.

L’intervento degli uomini del NOE di Brescia, attraverso l’analisi delle prime risultanze investigative, nonché mediante i successivi accertamenti, ha evidenziato  l’esistenza di una struttura organizzata e ben rodata, costituita da più soggetti che in difformità e in assenza di autorizzazioni ambientali gestivano abusivamente i rifiuti speciali, al fine di conseguire un ingiusto profitto.

L’attività illecita dei due arrestati, ideatori, organizzatori ed esecutori del traffico illecito di rifiuti  è stata bloccata anche attraverso i sequestri di altri due capannoni industriali, effettuati nei primi mesi di quest’anno a Casaloldo e Roverbella, in provincia di Mantova. In particolare, all’interno dei due siti, entrambi privi di qualsivoglia autorizzazione ambientale, erano state stoccate complessivamente 1.200 tonnellate di rifiuti  dell’industria tessile. 

Le 2.300 tonnellate complessive di rifiuti di produzione regionale ed extraregionale (Lombardia, Toscana e Campania), illecitamente gestite, hanno generato in termini di costi di smaltimento non sostenuti, un profitto economico di circa  400.000 euro.

L’esecuzione delle odierne misure cautelari rientra in una più vasta ed articolata attività investigativa coordinata dalle Procure Distrettuali di Brescia e di Reggio Calabria che ha consentito la contestuale esecuzione di numerosi provvedimenti  restrittivi nei confronti di altre persone resesi responsabili di gravi episodi delittuosi, compiuti anche con modalità mafiose, in provincia di Brescia e Reggio Calabria.