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Rifiuti: Galletti al "Question Time", tre soluzioni per le ecoballe in Campania

Rifiuti: Galletti al "Question Time", tre soluzioni per le ecoballe in Campania

Interrogazione a risposta immediata presentata dagli On.li Calabro’ – De Girolamo – De Mita (Ecoballe regione Campania)
La questione delle ecoballe è una vera e propria emergenza ambientale: va dunque risolta in maniera efficace, in collaborazione con tutte le forze politiche e i soggetti interessati, andando oltre le posizioni di mera contestazione.
A seguito dell’emergenza rifiuti che ha interessato la regione Campania, tra il 2000 e il 2009 sono state accumulate circa 5 milioni di tonnellate di rifiuti tritovagliati, suddivisi in circa 4 milioni di ecoballe, stoccate in 22 siti la cui gestione è affidata a società provinciali che provvedono anche a corrispondere i canoni di locazione per gli 11 siti di proprietà privata. Il costo complessivo della gestione è di circa 16 milioni di euro annui.

La mancata rimozione delle ecoballe espone, oltre ad un impatto sull’ambiente e sulla salute, al possibile pagamento di una sanzione che potrà essere irrogata all’Italia dalla Corte di giustizia dell’Unione europea per inadempimento degli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12/CE  relativa alla gestione dei rifiuti nella regione Campania. Le cifre individuate dall’interrogante possono essere considerate indicativamente plausibili. La sanzione, ovviamente, non riguarderebbe solo le ecoballe, ma anche l’inadempimento della regione Campania nella gestione del ciclo dei rifiuti.

Credo che la soluzione del problema debba rispettare alcuni principi condivisi: l’eliminazione dei pericoli per l’ambiente e la salute pubblica, il contenimento dei tempi dello smaltimento e messa in sicurezza per contenere la penalità, la minimizzazione dei costi e l’accettabilità sociale della scelta, operata in condivisione con la Regione. 

Gli uffici del Ministero hanno individuato una serie di ipotesi tecniche per lo smaltimento delle ecoballe, attualmente oggetto di un confronto con gli uffici dell’Unione europea:

1) realizzazione di un impianto di termovalorizzazione dedicato nel Comune di Giugliano (NA). Tale soluzione richiede 3 anni per la costruzione dell’impianto e circa 14 anni, cioè entro il 2033, per il completo smaltimento delle eco balle e sconta le perplessità della popolazione residente.

2) smaltimento presso impianti di termovalorizzazione esistenti in Italia e all’estero, con un costo di circa 800 milioni di euro e una durata di circa 10 anni.

3) Vista la notevole differenza esistente tra i diversi siti di stoccaggio (in alcuni siti sono stoccate 407 balle e in altri fino a 1 milione e mezzo) è possibile ipotizzare un approccio diversificato in rapporto alla dimensione dei siti. Per quello più grande (Taverna del Re-Villa Literno) si prevede la messa in sicurezza permanente dei rifiuti così come già avviene in altri paesi d’Europa (per esempio in Germania, a Karlsruhe). Il sito di stoccaggio sarebbe trasformato in una discarica a norma con impermeabilizzazione della falda, captazione del biogas prodotto e copertura delle ecoballe con strutture definitive e destinato sia per scopi sociali che per la produzione di energie rinnovabili. Contestualmente, per le rimanenti, dovrebbe avviarsi la termovalorizzazione come da normativa dettata dall’articolo 35 dello Sblocca Italia. Questa soluzione integrata avrebbe un costo di circa 280 milioni di euro e un tempo di realizzazione di circa 3 anni.