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Rifiuti, operazione ‘dirty iron’: Carabinieri del NOE di Caserta eseguono 8 misure cautelari per traffico illecito di rifiuti speciali

Caserta, 16 settembre 2020 – “Mi complimento con la Procura della Repubblica di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia e con i Carabinieri del NOE di Caserta per l’incessante impegno profuso nelle investigazioni sui crimini ambientali perpetrati in un territorio particolarmente delicato come quello della Terra dei Fuochi. Un grande impegno che oggi ripaga tutta la collettività con l’aver messo fine ai crimini contro l’ambiente di questa organizzazione attiva nel casertano”.  Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha commentato la notizia della conclusione dell’indagine denominata dagli inquirenti ‘Dirty Iron’,  relativa allo smaltimento illecito di rifiuti speciali, coordinata dai magistrati della DDA di Napoli con l’ausilio dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale, che hanno dato esecuzione all’ ordinanza di applicazione di 8 misure cautelari personali, a un decreto di  sequestro  preventivo per uno stabilimento industriale e di 2 automezzi.

Le misure sono state disposte dal GIP presso il Tribunale di Napoli per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere, falso, gestione illecita di rifiuti, ipotizzati, nella fase delle indagini a vario titolo, nei confronti dei titolari ed operai di una azienda di San Tammaro (CE).

I provvedimenti in questione traggono origine da una complessa e puntuale attività investigativa, delegata dalla Procura DDA di Napoli ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta, che ha consentito di documentare la commissione di una serie di condotte inerenti allo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi, all’interno di un impianto di stoccaggio gestito dalla società Sider Recuperi S.r.l.

Nel dettaglio, i rifiuti, una volta “transitati” per l’impianto di stoccaggio, venivano “ripuliti” e “regolarizzati documentalmente”.  Sono stati acquisiti, nella fase delle investigazioni, presso l’impianto, fatture e formulari di identificazione del rifiuto, apparsi redatti “ad hoc”, in quanto riportanti false indicazioni sulla reale provenienza e trasporto dei rifiuti ferrosi e sui reali quantitativi incamerati. I numerosi servizi di pedinamento realizzati dai militari del NOE davano contezza, infatti, di numerosi conferimenti di rottami ferrosi, non ufficiali, da parte di piccole imprese, e con automezzi peraltro sprovviste delle necessarie autorizzazioni al trasporto dei rifiuti.

Tale attività criminosa e continuativa, ha visto il coinvolgimento dell’intero management della Sider Recuperi, che, in tal senso, avrebbe costituito una ben organizzata associazione a delinquere, avente quale scopo lo smaltimento illecito dei rifiuti ferrosi, stimato in centinaia di tonnellate, con conseguenti proventi illeciti pari a circa 175.000 euro, solo nel periodo monitorato.

Lo stesso GIP, nel contesto delle motivazioni a supporto del provvedimento cautelare, con riferimento alla continuità della condotta, sottolinea come la Sider “opera principalmente “come non può” e solo occasionalmente “come può”, in quanto le dinamiche delittuose erano tutt’altro che isolate.

Contestualmente all’applicazione delle misure cautelari personali,  il NOE di Caserta ha proceduto al sequestro dell’impianto e di 2 autocarri con i quali venivano effettuati i conferimenti illeciti, per un valore stimato di circa 1 milione di euro. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria i cespiti sono stati affidati ad un amministratore giudiziario. 

 

 

 

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