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Al Forum PA 2019 le esperienze sul turismo sostenibile nelle aree prottte e le riserve Mab Unesco come motore sostenibile di sviluppo

Roma, 15 maggio 2019 - La Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette e le riserve Mab UNESCO, motore di sviluppo sostenibile, sono state al centro di due convegni che si sono tenuti oggi allo stand del ministero dell'Ambiente al Forum PA 2019, in corso a Roma al centro congressi "La Nuvola".

Antonio Maturani, dirigente della II Divisione della Direzione Protezione natura, ha aperto i lavori del convegno sulla tutela e fruizione turistica delle aree protette, durante il quale si è sottolineata l'importanza della Carta europea del turismo sostenibile come modello di collaborazione tra pubblico e privato per il miglioramento, in chiave sostenibile, delle offerte turistiche. Maturani ha evidenziato quanto sia necessario che allo sviluppo turistico non corrisponda una pressione ambientale. Per questo è fondamentale la Carta europea, "che consente di migliorare la gestione del turismo nelle aree protette. Nel 2011 il ministero ha avviato con Federparchi la promozione della Carta europea del turismo sostenibile per i parchi nazionali. Ad oggi sono certificati 16 parchi e 4 aree marine protette per la fase I (la Carta è assegnata dopo l'approvazione di un piano di azione quinquennale elaborato dall'area protetta), mentre dei 16 parchi certificati 5 hanno ottenuto la Carta - fase II (il marchio Cets rilasciato dai parchi alle strutture turistiche del territorio sostenibili)".
A seguire gli interventi di Agostino Agostinelli di Federparchi, che ha evidenziato come la Carta europea sia l'anticipazione di un modello più globale e diffuso per un turismo rispettoso delle aree naturali, attualmente visitate da 30 milioni di persone, Patrizio Scarpellini, direttore del Parco nazionale delle Cinque Terre, e Fabio Vallarola, direttore del consorzio di gestione dell'area marina protetta Torre del Cerrano, che hanno raccontato di questa nuova economia all'interno delle aree protette da loro dirette, con riferimento all'applicazione della Carta.

Il convegno sulle riserve Mab UNESCO è stato invece introdotto e moderato da Maria Carmela Giarratano, direttore Protezione natura del ministero dell'Ambiente, che ha presentato gli interventi in programma sottolineando l'importanza del programma "Man and biosphere", uno dei primi avviati dall'UNESCO, nel 1971, per migliorare il rapporto tra uomo e ambiente.
E’ intervenuto anche Diego Martino, funzionario di Protezione natura del ministero, con un excursus sul programma "Man and biosphere", sulla sua mission, sulle riserve della biosfera in Italia, sulle attività che il nostro Paese svolge per il rafforzamento del Programma.

A seguire Aniello Aloia, responsabile riconoscimenti UNESCO del parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, ha messo in luce le caratteristiche principali del parco, dal 1998 patrimonio UNESCO con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula, e del Piano di gestione integrata.
Il suo intervento è stato seguito da quello di Sergio Cotti Piccinelli, direttore del distretto culturale di Valle Camonica. "Il nostro obiettivo nel processo che ha portato al riconoscimento Mab - ha affermato - è stato far crescere l'incontro tra cultura e natura. Il riconoscimento sta spingendo a organizzare un nuovo punto di vista sui temi cruciali dello sviluppo, in un equilibrio sostenibile tra l'uomo e il valore dei luoghi e della comunità di montagna e un'azione comune di soggetti pubblici e privati". 

Infine Stefano Santi, direttore dell'ente parco naturale delle Prealpi Giulie, ha raccontato della biodiversità dell'area e i progetti in atto, che prevedono anche il "turismo lento orientato al benessere e il potenziamento del collegamento con i cammini spirituali". Ha concluso i lavori la Giarratano, sottolineando come "l'esperienza positiva che emerge dalle riserve Mab, rappresentative di comunità che vogliono mettere insieme valorizzazione e conservazione sostenibile".

 

 

 

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