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Animali: Carabinieri Forestali di Lodi e Milano concludono operazione “Nati in casa”, fermato traffico internazionale di cuccioli di cane. 4 misure cautelari

Lodi, 4 giugno 2020 – Nella giornata di ieri, i Carabinieri Forestali di Lodi, con il supporto dei Forestali di Milano, a seguito di un’ordine della Procura della Repubblica di Lodi, hanno eseguito quattro misure cautelari personali ( un arresto domiciliare e tre obblighi di dimora) nei confronti di cittadini italiani ritenuti partecipi ad un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di cuccioli provenienti dall’Est Europa in assenza di autorizzazioni. Ai quattro responsabili sono stati contestati anche i reati di maltrattamento animali, frode in commercio, falso e ricettazione.

L’indagine, ampia e articolata, è stata diretta dalla Procura della Repubblica di Lodi e ha monitorato per oltre un anno le numerose introduzioni clandestine di cuccioli di cane di razze pregiate.

Complessivamente gli indagati del procedimento penale sono nove soggetti, ritenuti responsabili di un traffico di esemplari, pubblicizzati per le vendite attraverso noti siti web di annunci, che erano poi venduti come cuccioli “italiani” con contraffazione di documenti individuali e privi di microchip obbligatorio.

Gli annunci commerciali indicavano falsamente che i cuccioli erano “nati in casa e genitori visibili”, mentre in realtà provenivano illecitamente dall’Ungheria e venivano trasportati nascosti nei portabagagli di macchine degli indagati, con percorsi superiori a 1.000 chilometri.

I lunghi viaggi in condizioni estreme causavano sovente la diffusione di gravi patologie tra i cuccioli o addirittura la morte.

Le consegne agli ignari acquirenti, provenienti da tutto il Nord Italia, erano effettuate in strada o in centri commerciali, con falsi documenti appunto comprovanti una nascita in Italia e senza possibilità di visione dei genitori come invece dichiarato.

Le razze prevalenti e con notevole richieste in Italia sono: Bouledogue Francesi, Barboncini e Chihuahua.

Inoltre nel corso delle attività sono stati posti in sequestro trentasei esemplari, poi affidati ad associazioni di tutela animali, e posti in affidamento a privati. Dei cuccioli sequestrati  cinque sono deceduti nella quasi immediatezza per gravi patologie connesse all’assenza di profilassi sanitaria.

Nel corso delle indagini svolte sono state certificate, comunque,  ulteriori introduzioni illecite di cuccioli.

 

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