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Inquinamento: Guardia Costiera sequestra opificio di Monopoli per emissioni di microplastiche nell'aria

L'inchiesta avviata dalle segnalazioni e denunce per le emissioni maleodoranti dei attraverso un’App del Comune

Bari, 6 aprile 2020 – Il Nucleo operativo di Polizia ambientale (Nopa) della Guardia costiera di Bari ha sottoposto a sequestro preventivo, su disposizione della magistratura barese, uno stabilimento industriale a Monopoli di proprietà della società Pipeplast. Le accuse che hanno portato al sequestro sono emissioni maleodoranti dovute a plastiche e rifiuti speciali non trattati secondo le norme, inquinamento della falda e del sottosuolo e dispersione nell’aria di micro particelle nocive.

Secondo la Procura di Bari si è accertato che il gestore dell’opificio aveva trasferito all’esterno gran parte del ciclo produttivo aziendale, collocando tra l’altro all’aperto numerosi e ingombranti contenitori flessibili di rifiuti speciali privi di copertura e maleodoranti. La struttura era, inoltre, dotata di un impianto di trattamento delle acque non certificato e non collaudato, il cui uso ha gravemente compromesso il sottosuolo e la falda sottostante per l’accertata presenza di fango e percolato. Inoltre, è risultato Incompleto e non certificato anche l’impianto antincendio. Sul piazzale antistante sarebbero stati eseguiti anche lavori edilizi abusivi. A causa della modifica arbitraria della collocazione di uno dei camini, che per l'imperfetta tenuta dei pannelli laterali superiori del capannone, divelti in più parti, l’impianto diffondeva nell’atmosfera miasmi di plastica combusta percettibili anche a notevole distanza. La collocazione all’esterno della fase di triturazione del materiale plastico comportava peraltro la diretta dispersione nell’aria di micro/mini particelle plastiche originate dai rifiuti speciali. L'inchiesta è partita dalle segnalazioni e denunce per le emissioni maleodoranti fatte dai cittadini grazie all’app. "SegnalApp-Odori del Comune di Monopoli.

 

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