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Precisazione su servizio televisivo circa “l’adeguamento della Diga di Levane e delle opere connesse” andato in onda il 2 marzo 2021 durante la trasmissione “Fuori dal coro”

Precisazione su servizio circa “l’adeguamento della Diga di Levane e delle opere connesse” andato in onda il 2 marzo 2021 su Rete4 nell’ambito della trasmissione televisiva “Fuori dal coro”

 

Nel corso della trasmissione in oggetto, è stato mandato in onda un servizio che, partendo dai disastrosi eventi alluvionali che interessarono la Città di Firenze nel 1966, ha chiamato in causa questo Ministero in merito a presunti ritardi e inadempienze che impedirebbero l’avvio dei lavori di “Adeguamento della Diga di Levane e delle opere connesse”.

La diga di Levane, realizzata negli anni ’50 per scopi idroelettrici, irrigui e di rifornimento idrico, è ubicata in comune di Montevarchi (AR), nell’alta Val d’Arno. Il bacino da essa sotteso, contribuisce, inoltre, alla laminazione delle piene dell’Arno.
 
Nel servizio sopra citato è stato affermato, tra l’altro, quanto segue: “…dal 1966 qui si attende l’innalzamento degli argini della diga, un progetto pensato proprio per ridurre il rischio di una nuova tragedia…”, “…nel 2015 il primo progetto e pure qui è ancora tutto fermo…”, “…25 milioni di euro, tanto costerebbe l’innalzamento per ridurre i rischi idrogeologici…”, “…dal 2010 ad oggi la Toscana ha firmato accordi con il Ministero dell’Ambiente, che ha stanziato 293 milioni di euro; 54 milioni, però, sarebbero fermi nei cassetti. Il motivo? Dal 2016 si attende la convocazione di un Comitato d’Indirizzo (da parte del Ministero), che dovrebbe sbloccare questi fondi”.
 
Nel merito di quanto portato all’attenzione dell’opinione pubblica, è necessario chiarire che con il DPCM del 15 settembre 2015, fu approvato il cosiddetto “Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio alluvioni”.
Nella Tabella C allegata al suddetto decreto, riguardante la cosiddetta “area programmatica”, composta da interventi di mitigazione del rischio idrogeologico ritenuti prioritari, ma privi di copertura finanziaria, figura l’intervento denominato “Adeguamento della Diga di Levane e delle opere connesse”, d’importo complessivo pari ad euro 25 milioni ed importo richiesto di euro 16,750 milioni.
Nell’ambito delle attività di programmazione del Fondo per la progettazione di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico svolte dalla Direzione Generale per a sicurezza del suolo e delle acque (SuA) del ministero dell’Ambiente, la Regione Toscana, con nota prot. n. 16156 del 06/08/2018, chiese l’esclusione dal finanziamento della progettazione fino al livello esecutivo dell’intervento in questione, facendo presente che la medesima progettazione sarebbe stata sostenuta con risorse regionali.
Più recentemente, nella fase preparatoria della programmazione delle risorse destinate al finanziamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, condotta dalla Direzione SuA nell’anno 2019, è stata inviata alla Regione Toscana la nota prot. n. 7767 del 19/04/2019, con la quale sono stati richiesti i fabbisogni e le proposte da inserire a finanziamento, a tal fine allegando, tra l’altro, anche l’elenco degli interventi ancora non finanziati, ricadenti nell’area programmatica del DPCM “Aree metropolitane” che ricomprendeva l’intervento sulla Diga di Lèvane.
La Regione Toscana non ha inserito detto intervento nella propria proposta, trasmessa con nota Prot. n AOOGRT_0221802 del 31 maggio 2019.
Nelle ulteriori attività di programmazione e finanziamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico condotte da questo Ministero, nell’anno 2020 è stata inviata alla Regione Toscana la nota prot. n. 56244 dell’8 luglio 2020, con la quale si sono nuovamente richiesti i fabbisogni e le proposte da inserire a finanziamento, allegando nuovamente l’elenco degli interventi ancora non finanziati, ricadenti nell’area programmatica del DPCM “Aree metropolitane” tra i quali risultava ancora presente l’intervento della Diga di Levane.
La Regione Toscana, anche in questa occasione, non ha inserito detto intervento nella propria proposta, trasmessa con nota prot. n. AOOGRT_0251751 del 20 luglio 2020.
Da ultimo, nell’ambito delle attività di programmazione delle risorse afferenti al Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, avviate da questo Ministero secondo le prime indicazioni fornite dalla Presidenza del Consiglio sul Recovery Fund, la Regione Toscana, con nota registrata al protocollo MATTM n. 75962 del 30/09/2020, ha fatto pervenire, tra le altre, la richiesta di finanziamento dell’intervento riguardante la Diga di Lèvane, per un importo di euro 16,750 milioni.
Si evidenzia, in conclusione, che l’intervento in parola, a tutt’oggi, non è stato finanziato da questo Ministero e che, pertanto, non vi sono risorse da “sbloccare”. La progettazione dello stesso intervento risulta in corso, a cura e spese della Regione Toscana che, peraltro, sin dall’origine si è fatta carico di una quota parte del costo dell’intervento, pari ad € 8,250 milioni. Infine, il riferimento all’attività del Comitato d’Indirizzo e Controllo, organismo istituito nell’ambito degli Accordi di Programma, è del tutto immotivato, trattandosi, nella fattispecie, di un intervento non compreso in alcun Accordo.
Pertanto, appare manifesta l’infondatezza delle informazioni diffuse nel corso della trasmissione televisiva citata in oggetto, riguardanti presunte inerzie di questo Ministero che pregiudicherebbero il rapido avvio dell’intervento in epigrafe.

 

 
 

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