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Progetto Life del mese di settembre, LessWatt: lo strumento innovativo per per valutare e minimizzare i contributi diretti e indiretti della carbon footprint prodotta dalle vasche di ossidazione degli impianti di depurazione

L’impronta di carbonio (carbon footprint) degli impianti di depurazione può essere ridotta in modo significativo ottimizzando i passaggi di trattamento delle acque reflue e abbassando l’elevato fabbisogno energetico, in gran parte dovuto ai sistemi di aereazione delle vasche di ossidazione (i processi aerobici a fanghi attivi sono, difatti, la tecnologia più utilizzata per il trattamento delle acque reflue).

In tale contesto, il progetto LIFE LESSWATT – coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Firenze – mira a migliorare i consumi energetici degli impianti di depurazione delle acque reflue industriali e, conseguentemente, a ridurre le loro emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra, attraverso lo sviluppo di uno strumento innovativo composto da: un dispositivo automatico, wireless e in grado di muoversi autonomamente (Lessdrone) per il monitoraggio, in condizioni operative, dell’efficienza di trasferimento dell’ossigeno del sistema di aerazione di un impianto di depurazione e delle emissioni di gas serra dalle sue vasche di ossidazione a fanghi attivi; un protocollo che utilizza le complesse informazioni di processo raccolte dal Lessdrone per tradurle in azioni da mettere in atto per garantire la minimizzazione della carbon footprint degli impianti di depurazione e del loro consumo energetico.

L’efficacia del nuovo strumento viene testata presso l’impianto di depurazione gestito dal partner Cuiodepur S.p.A. – situato nel Comune di San Miniato (PI), in uno dei più importanti distretti conciari europei – e in altri cinque impianti di trattamento delle acque reflue, 3 collocati in Italia e 2 in Olanda.

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