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Religioni e sviluppo sostenibile, un impegno comune

Roma, 8 marzo 2019 - E’ in corso al Vaticano la conferenza internazionale “Religioni e obiettivi di sviluppo sostenibile: ascoltare il grido della terra e dei poveri”, presso l’aula nuova del Sinodo. L’incontro, promosso dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso vede rappresentanti di diverse religioni confrontarsi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

L’evento intende valorizzare il contributo che le religioni possono dare alla implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, attorno a cinque parole chiave: persone, pianeta, prosperità, partnership, pace.

Come ha sottolineato oggi Papa Francesco, rivolgendosi ai partecipanti alla Conferenza “L’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, approvati da oltre 190 nazioni nel settembre 2015, sono stati un grande passo avanti per il dialogo globale, nel segno di una necessaria «nuova solidarietà universale» (Enc. Laudato si’) Diverse tradizioni religiose, compresa quella cattolica, hanno accolto gli obiettivi di sviluppo sostenibile perché sono il risultato di processi partecipativi globali che, da un lato, riflettono i valori delle persone e, dall’altro, sono sostenuti da una visione integrale dello sviluppo”.

Su questi temi lavora il ministero dell’Ambiente e il ministro Sergio Costa parteciperà la prossima settimana a Nairobi all’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente.

“Tra le mura del Vaticano si respira quella stessa sensazione di urgenza che abbiamo sentito a Katowice alla Conferenza internazionale sul clima. Non possiamo posporre più gli impegni contro i cambiamenti climatici” afferma il ministro Costa. “C’è un legame molto stretto tra responsabilità sociale e ambiente e questo ispira da sempre la cooperazione che come ministero dell’Ambiente portiamo avanti con programmi e progetti di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico con 74 Paesi”.

 

 

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