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Rifiuti: Carabinieri Forestali e NOE eseguono misure cautelari nei confronti di 19 indagati nell’ambito dell’operazione ‘KEU’

Firenze, 15 aprile 2021 - Dalle prime ore della mattina i militari dell’Arma, diretti e delegati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Firenze e sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, hanno dato esecuzione, tra la Toscana, la Calabria e l’Umbria, ad una massiccia operazione per l’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo toscano.

I reati contestati a 19 indagati, vanno dall’associazione a delinquere aggravata all’agevolazione mafiosa, alle attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti all’inquinamento ambientale ed all’impedimento del controllo da parte degli organi amministrativi e giudiziari, nell’ambito dell’operazione, denominata “KEU” (dal nome dell’inerte finale derivante dal trattamento dei fanghi prodotti dagli scarti della concia delle pelli).

Nel dettaglio sono 6 misure di custodia cautelare (una in carcere e cinque agli arresti domiciliari), 7 misure cautelari di interdizione dall’attività imprenditoriale, 2 sequestri preventivi di impianti di gestione di rifiuti ed oltre 60 perquisizioni. Inoltre è stato eseguito anche un provvedimento di sequestro per oltre 20 milioni di euro e numerose perquisizioni ed ispezioni personali e domiciliari in oltre 50 obiettivi nelle provincie di Firenze, Pisa, Arezzo, Crotone, Terni e Perugia.

Le misure cautelari sono il frutto di una lunga indagine, durata quasi 3 anni,  condotta, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Firenze, dai Carabinieri del NIPAAF del Gruppo Carabinieri Forestale di Firenze, del Nucleo Operativo Ecologico di Firenze e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Firenze Aliquota Carabinieri .

Iniziata a maggio 2018, l’attività investigativa, condotta con metodi tradizionali e con il supporto di raffinate attività tecniche e telematiche, ha riguardato la gestione dei rifiuti, reflui e dei fanghi industriali, prodotti nel distretto conciario ubicato tra le provincie di Pisa e di Firenze, dove alcuni soggetti al vertice dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno rappresentano il fulcro decisionale di tutto l’apparato oggetto dell’indagine, che agisce con le modalità e la consapevolezza di un sodalizio organizzato per la commissione di reati.

In particolare è emerso che i rifiuti derivanti dal trattamento dei fanghi della depurazione degli scarichi delle concerie trattati dal complesso industriale Aquarno, e denominati “KEU”, consistevano in ceneri che presentano concentrazioni di inquinanti tali da non poter essere riutilizzati per recupero in attività edilizie di riempimento di rilevati o ripristini ambientali, ed invece erano inviati ad un impianto di produzione di materiali riciclati che provvedeva a miscelare questo rifiuto con altri inerti e a classificarlo materia prima per l’edilizia, così da essere impiegato in vari siti del territorio con concreto pericolo di contaminazione del suolo e delle falde. Inoltre sono emerse altre criticità per quanto le attività di scarico delle acque del depuratore “Aquarno” che riversa nel corpo recettore, il canale Usciana, acque non adeguatamente trattate.

Anche la fase di lavorazione del cromo esausto ha presentato notevoli profili di criticità, essendo commercializzato dopo un trattamento, come materia prima pur non avendone i requisiti, e rimanendo un vero e proprio rifiuto. Di particolare rilievo la circostanza che il titolare dell’impianto di trattamento abusivo dei materiali riciclati fosse in stretto contatto con ambienti di spessore criminale della cosca Gallace, i quali avevano preso il controllo del subappalto del movimento terra per la realizzazione del V lotto della SRT 429 empolese.

 
Grazie a questi contatti e infiltrazioni risulterebbero essere stati smaltiti abusivamente nei rilevati della superstrada circa 8000 tonnellate di rifiuti contaminati. Questo episodio costituisce il collegamento investigativo tra l’indagine denominata “KEU” e l’indagine svolta dai carabinieri del ROS denominata “CALATRURIA”, poiché attraverso una ditta mugellana infiltrata da esponenti della cosca Gallace, è stato possibile ricostruire da parte del ROS il controllo del movimento terra nell’appalto del lotto V della SRT 429 con condotte estorsive, e contemporaneamente è stato possibile ricostruire da parte dei Carabinieri Forestali e del Nucleo Ecologico la collaborazione tra le due società con la fornitura di ingenti quantitativi di rifiuti contaminati smaltiti abusivamente quale sottofondo o rilevato per le opere realizzate nell’appalto pubblico.
E’ stato inoltre verificato che il peso economico del comparto, consente ai suoi referenti di avere contatti diretti che vanno anche oltre i normali rapporti istituzionali con i vertici politici e amministrativi di più Enti Pubblici territoriali, che a vario titolo avrebbero agevolato in modo sostanziale il sistema, alcuni dei quali figurano fra gli indagati.
 
 
 
 
 
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