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Rifuti: Carabinieri del NOE di Pescara sequestrano impianto abusivo di smaltimento terre e rocce da scavo e macchinari in area sottoposta a vincolo paesaggistico. Denunciate 4 persone e 2 società

Roma, 4 settembre 2019 – I Carabinieri del NOE di Pescara, a conclusione delle indagini effettuate in collaborazione con il 5° Nucleo Elicotteri Carabinieri e la Procura della Repubblica, hanno convalidato il sequestro di un impianto di recupero di rifiuti costituiti da inerti e rocce da scavo e dei macchinari utilizzati per le operazioni. Le ipotesi di reato sono: concorso in gestione illecita di rifiuti, inosservanza di prescrizioni dell’autorizzazione, nonché discarica abusiva. Ai responsabili del sito è stata contestata anche l’esecuzione di lavori in assenza di permesso di costruire, realizzati in area sottoposta a vincolo paesaggistico, ovvero nei pressi dell’area di esondazione del fiume Tavo, con distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

L’indagine è scaturita dalle attività di demolizione di un complesso edilizio sito in viale D’Annunzio a Pescara e dalla conseguente movimentazione illecita dei rifiuti da demolizione che è stata accertata dai Carabinieri grazie all’ausilio di un elicottero che ha seguito lo smaltimento illecito dei rifiuti in una cava del territorio vestino.

L’ispezione dei Carabinieri ha inoltre permesso di accertare la realizzazione di stoccaggi illeciti di rifiuti anche in altre aree vicine all’impianto, sia private che demaniali. Anche questi terreni sono stati sottoposti a sequestro insieme ai mezzi impiegati per lo smaltimento.

Per questi motivi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, il titolare dell’impianto, i soggetti produttori dei rifiuti, l’azienda teatina interessata a compiere la demolizione edilizia e quella vestina incaricata dell’illecito smaltimento.

Infine i risultati delle attività investigative della Polizia Giudiziaria, coordinate dal Sostituto Procuratore presso la Procura di Pescara, hanno determinato l’accoglimento del sequestro preventivo e probatorio ed il riconoscimento delle ipotesi di reato avanzate dagli inquirenti.

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