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Si è chiuso a Roma il 31° Meeting del Protocollo di Montreal, 198 Paesi riuniti per la salvaguardia dello strato di ozono

Alla presenza delle delegazioni di 198 Paesi aderenti, sono terminati ieri i lavori della 31° Riunione delle Parti (Meeting of the Parties - MOP31) del Protocollo di Montreal, sulla salvaguardia dello strato di ozono stratosferico, ospitata dall'Italia a Roma in collaborazione con la FAO.

In particolare, si è celebrata la conclusione del Segmento di Alto Livello in cui è previsto che le delegazioni adottino le decisioni necessarie per portare avanti a livello globale l'attuazione delle disposizioni di quello che è stato il primo accordo internazionale per la protezione dell'ambiente a ratifica universale, con ben 198 Paesi aderenti.

 

L'evento rappresenta la prima storica riunione del massimo organo decisionale del Trattato dall'entrata in vigore a livello mondiale dell'Emendamento di Kigali per la riduzione degli idrofluorocarburi (HFC), grazie al quale il Protocollo di Montreal garantirà il pieno allineamento delle politiche di salvaguardia dello strato di ozono, di cui cominciamo a vedere gli effetti con la progressiva riduzione del famoso "buco", e le politiche per la lotta contro i cambiamenti climatici. L'emendamento di Kigali infatti, da cui si attende che sia evitato un ulteriore riscaldamento globale di 0,4 gradi centigradi, rappresenterà uno dei singoli più importanti contributi per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima.

 

La MOP31 di Roma rappresenta un successo per il Governo Italiano, dato che l'evento ha superato ogni record di partecipazione nella storia del Protocollo, con ben 498 delegati governativi partecipanti dai Paesi aderenti al Trattato e un totale di 825 partecipanti accreditati se comprendiamo anche i rappresentanti delle Nazioni Unite, della comunità scientifica, delle organizzazioni non governative e del settore privato.

 

Inoltre, sono quasi 70 i Paesi che hanno aderito all'iniziativa del Governo italiano di presentare una Dichiarazione di Roma sul contributo del Protocollo di Montreal allo sviluppo di una catena del freddo sostenibile per la lotta allo spreco alimentare. La Dichiarazione, che per la prima volta dopo dieci anni dalla MOP di Bali nel 2009 vede le Parti aderenti al Protocollo concordare un testo di intenti politico ulteriore alle attività standard del Trattato. La Dichiarazione, riconoscendo il ruolo del Protocollo nell'assicurare il contributo alla lotta allo spreco alimentare tramite la transizione della "catena del freddo" - raccolta, stoccaggio, trasporto e vendita al dettaglio degli alimenti - verso l'uso di gas refrigeranti sostenibili ai sensi del Protocollo di Montreal, contribuisce al lavoro della FAO e dei governi, delle istituzioni internazionali e degli altri enti interessati della comunità scientifica e della società civile e dell'industria per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile concordati nell'Agenda 2030, tra cui la lotta contro la fame, lo sviluppo di sistemi di produzione e consumo sostenibili, e la lotta ai cambiamenti climatici  

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