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Strage di uccelli in via di estinzione, misure cautelari per due bracconieri del Casertano

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i due avrebbero ucciso “con crudeltà e senza necessità” oltre 70 uccelli e istigato via social altri cacciatori a fare altrettanto

 

Roma, 7 aprile 2021 – Oltre 70 uccelli uccisi “con crudeltà e senza necessità”, fra cui 8 esemplari di Volpoche, specie particolarmente protetta, considerata oggi in via di estinzione. È il triste bottino di due bracconieri che avrebbero poi diffuso via social un video in cui mostravano fieri gli animali uccisi, indicando agli “amici” in ascolto il luogo dove avrebbero compiuto la strage di avifauna selvatica e spiegando come fosse un luogo ideale per cacciare molti volatili, istigando così altri cacciatori a commettere gli stessi reati. Questa la ricostruzione delle autorità che ha fatto scattare ieri le misure cautelari per due bracconieri della provincia di Caserta.

Per i due la Procura di Napoli Nord ha chiesto, e ottenuto con pronuncia del Gip, il divieto di dimora presso la provincia di Caserta. La decisione arriva a seguito delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Caserta, N.I.P.A.A.F., in collaborazione con i militari della Stazione Forestale di Marcianise e del Raggruppamento Biodiversità di Caserta.

Ad incastrare i due bracconieri, il video nel quale i due si vantavano del bottino animali uccisi, fra cui, in primissima fila, gli esemplari di Volpoche (nome scientifico: Tadorna tadorna), specie particolarmente protetta dalla Legge 157/1992 e inserita nella lista rossa di quelle in via di estinzione. Le immagini, rimbalzate via social da un telefonino all’altro, sono state infatti visionate anche da cacciatori rispettosi delle norme e indignati per il comportamento dei due bracconieri e da membri della Lipu (Lega italiana protezione uccelli), che le hanno segnalate alla polizia.

Le successive indagini hanno portato al sequestro all’arsenale dei due bracconieri (composto da fucili, munizioni e richiami per uccelli), del porto d’armi in loro possesso, dei pc ritrovati nelle loro abitazioni e di una postazione abusiva di caccia, realizzata artigianalmente con sedili di automobile coperti da un telo e mimetizzati con canne e posta a ridosso di una “vasca di caccia” sita in Villa Literno (provincia di Caserta).

“Alla luce degli elementi raccolti”, si legge nella nota diffusa dagli investigatori, sono stati ipotizzati a carico dei due bracconieri “oltre che violazioni contravvenzionali attinenti all’illecita attività venatoria […], i più gravi delitti di uccisione di animali e di istigazione a delinquere, con l’aggravante di aver commesso il fatto attraverso strumenti informatici e telematici”.

 
 
 
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