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Terra dei Fuochi: Procura di Caserta e Carabinieri Forestali chiudono indagini contro responsabili smaltimento abusivo e roghi tossici nelle colline del casertano

Caserta, 6 marzo 2020 - Si sono concluse le articolate e complesse indagini preliminari, coordinate dalla Procura di Caserta a carico di sette soggetti, ovvero tre imprenditori facenti parte della medesima società, Ditta individuale D.C.A., e un loro operaio, nonché di tre ingegneri, nelle rispettive vesti di pubblici ufficiali, quali direttori dei lavori e responsabile unico del procedimento, ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra di loro, di condotte criminose che vanno dalla gestione illecita di rifiuti fino ad arrivare al falso ideologico in atto pubblico, alla frode in pubbliche forniture ed alla truffa, perpetrata anche nella forma aggravata.
L’attività investigativa, che si inserisce nell’ambito della problematica di emergenza ambientale della “Terra dei Fuochi”, trae spunto dai controlli effettuati dai Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, NIPAAF, di Caserta, in sinergia con i Carabinieri della Stazione territoriale del capoluogo campano. Nel corso dei controlli sono stati infatti rinvenuti sulle colline casertane, nelle località denominate “Boschina”, “Sferracavallo” e “Cuna Vecchia”, notevoli quantità di rifiuti, anche pericolosi ed in alcuni punti combusti, provenienti da lavori di ristrutturazione edilizia, per un quantitativo complessivo di circa venti metri cubi.
Già in data 24 ottobre 2017, i militari provvedevano a sequestrare d’iniziativa le tre aree oggetto degli illegali sversamenti ed a segnalare fatti rilevati all’Autorità Giudiziaria che, da allora ha assunto la direzione delle indagini.
La tipologia dei rifiuti ritrovati,ha fatto da subito intuire che fossero certamente riconducibili a lavori di tipo edile presumibilmente provenienti da una struttura pubblica. Il ritrovamento di alcuni documenti cartacei ha permesso di individuare con precisione che provenissero da un Istituto Scolastico di Lusciano.
Le successive indagini hanno anche consentito di verificare che i rifiuti provenienti dai lavori edili in questa scuola, su istigazione del rappresentante legale della ditta esecutrice dei lavori, venivano smaltiti illegalmente da un proprio operaio, tale C.F., sulle colline casertane, all’interno di una zona di notevole pregio naturalistico ed inquadrata quale Sito di Interesse Comunitario e dunque ad alta protezione ambientale.
Al fine di conseguire poi il pagamento degli oneri discarica riguardanti i rifiuti prodotti dal cantiere, il titolare della ditta appaltatrice, utilizzava documentazione falsa per far risultare apparentemente sostenuti i costi per lo smaltimento.
Inoltre i due Direttori dei lavori, nelle loro vesti di pubblici ufficiali, redigevano i relativi stati di avanzamento lavori (SAL) omettendo i controlli di competenza ed in particolare di verificare la regolarità documentale attestante il regolare trasporto dei rifiuti, inducendo in tal modo in errore l‘Ente erogatore della spesa, la Regione Campania, sulla effettiva entità del materiale conferito in discarica.
Infine il Responsabile Unico del Procedimento, omettendo i controlli di propria competenza, procedeva alla liquidazione degli importi dovuti, procurando in tal modo, un ingiusto profitto alla Ditta esecutrice dei lavori.
L’attività d’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestali in sinergia con il Reparto territoriale dell’Arma di Caserta, conferma come l’attenzione per la tutela dell’Ambiente e della Salute Pubblica, nella provincia di Caserta resti sempre una delle principali priorità dello Stato.

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