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Territorio: Carabinieri del NOE sequestrano per gravi irregolarità 50.000 mq di cava di sabbia marina nel ragusano. 1 denunciato

Roma, 7 agosto 2019 - I Carabinieri del NOE di Catania, nella prosecuzione delle attività di controllo nel settore delle cave predisposta dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale, avviata già da diverso tempo nel territorio della Sicilia Orientale e, in particolare, nella provincia di Ragusa, hanno effettuato un ispezione in una cava di “Sabbia Marina” di contrada Bosco Rinelli nel Comune di Acate.

Nel corso dell’intervento, gli uomini del NOE, i militari sono intervenuti bloccando un operaio che si alternava nella conduzione di due escavatori e di un camion con il quale la sabbia estratta veniva trasferita presso un vicino sito dove era presente un impianto di vagliatura e selezione. Dalla verifica dei documenti posseduti dal titolare della società è emerso che la ditta operava nonostante l’autorizzazione all’estrazione fosse stata revocata dal 2013 dal Distretto Minerario di Catania, a seguito di gravi irregolarità di conduzione. In particolare il titolare manteneva all’ingresso della cava il cartello con le indicazioni delle autorizzazioni precedentemente possedute, facendo supporre, ad un esame preliminare, di condurre un’attività regolarmente autorizzata.

Dalle verifiche sono emerse anche violazioni penali relative all’omessa denuncia dell’inizio dei lavori alle competenti autorità e alla mancata nomina del direttore dei lavori prevista per legge e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Inoltre il dipendente è risultato non essere assunto in maniera regolare e tale posizione è stata segnalata al competente Ispettorato del Lavoro.

Al termine delle operazioni è stata posta sotto sequestro preventivo l’intera area di cava pari a 50.000 mq., nonchè due escavatori ed un autocarro utilizzati per l’estrazione ed il trasporto del materiale estratto abusivamente, stimato in diverse decine di migliaia di metri cubi e il titolare dell’azienda e proprietario dei mezzi è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa.

Si tratta della quinta attività di cava abusiva o irregolarmente condotta sequestrata in provincia di Ragusa negli ultimi quattro mesi.

 

 

 

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