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Bonifiche, tra buoni dati e grandi speranze

di Gian Luca Galletti - Ministro dell'Ambiente

Sono convinto che bonificare rapidamente e bene i Siti d’Interesse nazionale presenti in Italia non possa essere considerato un obiettivo come tanti, ma quello che forse più di tutti è in grado di qualificare il livello di un’istituzione. Per questo ritengo di assoluta importanza alcune novità emerse in settimana, a partire dal dato che ho avuto modo di diffondere nel corso della mia ultima audizione in commissione Ecomafie: dal 2013 a oggi le aree dei Siti d’Interesse nazionale bonificate e restituite agli usi legittimi sono passate da 1.482 a 8.102 ettari.

E’ dunque certificata dai numeri una forte velocizzazione rispetto al passato recente dell’attività di bonifica, che dall’inizio del 2014 ha visto approvati cento progetti e indetta praticamente una conferenza dei servizi al giorno. E’ chiaro a tutti quanto il percorso di bonifica possa essere complesso: richiede tempo, risorse ingenti, una maggiore partecipazione di alcune istituzioni locali ancora troppo colpevolmente disinteressate al problema. Quei dati però ci dicono che stiamo andando avanti: che proseguendo nel percorso di interlocuzione con gli enti locali, nel confronto serrato con le aziende chiamate alla bonifica e sulla strada delle semplificazioni procedimentali, riusciremo a raggiungere risultati ancor più considerevoli.

Uno è arrivato proprio in queste ultime ore: in un SIN tra i più complessi e compromessi d’Italia, quello di Porto Torres, parte l’attesa Fase 1 del Progetto Nuraghe e delle Varianti al progetto di bonifica della falda. Saranno in campo grandi tecnologie, trasparenza, una stretta vigilanza da parte del ministero e della Regione Sardegna sulle attività e sul rispetto degli impegni, investimenti privati per 200 milioni di euro. Il mio auspicio e insieme l’obiettivo del mio lavoro è che quanto realizzato a Porto Torres possa ripetersi in tante altre realtà difficili d’Italia, per portare a conclusione, ettaro dopo ettaro, quel compito che ogni buon amministratore deve sentire proprio, perché riguarda la qualità ambientale dell’intero Paese e insieme la credibilità della sua politica.