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Clima, l’Italia ospiterà la Pre-Cop21 per spianare la strada verso Parigi.

di Gian Luca Galletti - Ministro dell’Ambiente

L’Italia ospiterà in ottobre la Pre-COP 21. La Francia, presidente della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si svolgerà a dicembre a Parigi, ha infatti aderito alla proposta del nostro paese si far svolgere una pre-conferenza che serva a spianare la strada all’accordo globare sul clima che tutti auspichiamo verga firmato a fine anno nella capitale francese.

Perché abbiamo voluto la Pre-Cop in Italia e perché la svolgeremo nel semestre dell’EXPO?

Perché intendiamo anche in questo campo rivendicare il ruolo che il nostro paese può svolgere in campo ambientale come player mondiale di un nuovo modello di sviluppo. Perché abbiamo cultura, conoscenze, professionalità, competenza tecnologica per porci come modello di sviluppo sostenibile a livello globale.

L’intesa vincolante per tutti i paesi del mondo - che indicherà da un lato la riduzione delle emissioni di gas serra che ciascuno Stato si impegna a raggiungere e dall’altro i progetti per affrontare le conseguenze del climate change nelle aree più vulnerabili e le relative risorse – è infatti possibile, vicina, ma non ancora certa. Molti restano i nodi da sciogliere, molte le divergenze da appianare.

Crediamo quindi che sia utile incontrarsi prima di Parigi e sgombrare il campo in anticipo da tutti gli ostacoli possibili in vista dell’accordo.

L’Italia si è candidata a questo ruolo di “facilitatrice” perchè abbiamo credito internazionale per essere interlocutori dei grandi dei grandi della terra ma anche capacità di ascolto ed interlocuzione con i paesi poveri che da questa intesa si attendono una strategia di sviluppo sostenibile che consenta loro di uscire da una antica carenza di risorse e spesso di cibo.

Penso che l’Italia al termine del semestre EXPO che è la più grande vetrina mondiale sui temi dell’alimentazione e dell’energia possa e debba dare un contributo decisivo per il conseguimento di un accordo storico.

Anche in questo caso abbiamo deciso di metterci la faccia, e ci metteremo tutto il nostro impegno e la nostra capacità di “moral suasion”, perché siamo convinti che la terra con i suoi 7 miliardi di abitanti non possa più rinviare una decisione strategica per il futuro di tutti.