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Consultazione on line SAD - Relazione introduttiva

CONSULTAZIONE ON LINE SULLE PROPOSTE NORMATIVE PER LA
RIMODULAZIONE DEI SUSSIDI AMBIENTALI DANNOSI (SAD)

 

RELAZIONE INTRODUTTIVA

È in atto una profonda trasformazione del sistema economico e sociale globale di cui sono testimonianza le recenti strategie di sviluppo europee declinate principalmente nel Green Deal Europeo, nell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (e recepite in Italia, tra gli altri provvedimenti, dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile). L’obiettivo di questa rivoluzione è quello di realizzare una transizione ecologica del nostro sistema socioeconomico che ci consenta di raggiungere una crescita sostenibile, innovativa e ambientalmente virtuosa.

L’Italia ha tutti i presupposti necessari per dare avvio ad un disegno teso a cogliere le opportunità che, sul piano ambientale ed economico, possono derivare da tale transizione per il nostro sistema-Paese. In questa prospettiva, la strategia di Governo è orientata a far sì che l’Italia dia un segnale forte, immediato, che si possa tradurre in azioni all’avanguardia sul piano nazionale, europeo ed internazionale, in modo da rendersi protagonista di questo percorso all’insegna dell’innovazione e del progresso.

Infatti, realizzare la transizione verso un cambiamento ‘verde’ significa riorientare il nostro intero sistema alla riconversione energetica, all’economia circolare, alla protezione dell’ambiente, così realizzando un modello di produzione sostenibile, quindi più ecologico e socialmente ed economicamente vantaggioso.

Su queste basi, la volontà è quella di realizzare uno dei primi e numerosi passi in direzione della transizione ecologica delle aziende, dei metodi di lavoro e del mercato in generale avviando la progressiva riconversione dei vigenti sussidi dannosi all’ambiente (c.d. SAD) in sussidi favorevoli all’ambiente (c.d. SAF). La finalità ultima di questo processo, quindi, consiste nel riorientare le risorse già attribuite ad uno specifico settore verso soluzioni “green” ovvero ambientalmente sostenibili e virtuose, senza incidere sui soggetti e sulle categorie attualmente percettori delle agevolazioni (con una logica che si può, pertanto, definire a “SALDO ZERO”). Proprio la “logica a saldo zero”, con cui sono stati pensati gli interventi proposti, va nella direzione di fornire alle imprese che sappiano cogliere questa opportunità, risorse per riorganizzare il processo produttivo in termini di innovazione tecnologica e sostenibilità.

L’ottica è anche quella di porre in essere interventi che, tenendo in massimo conto le attuali contingenze straordinarie correlate all’emergenza Covid-19, siano graduali, pluriennali, proporzionali, rispettosi delle categorie più vulnerabili, pienamente condivisi con gli stakeholders e diretti ad accompagnare l’effettiva transizione ecologica ed energetica delle imprese e dei settori interessati.

Alla luce di queste finalità, la Commissione interministeriale per lo studio e l’elaborazione di proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi (istituita con Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 29 del 5 febbraio 2020 e composta da rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) ha formulato alcune proposte normative volte a rimodulare sette SAD previsti nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli 2018, ovvero:

  • l’En.Si.24 - Differente trattamento fiscale fra benzina e gasolio
  • l’En.Si.10 - Riduzione dell’accisa sul gas naturale impiegato negli usi di cantiere, nei motori fissi e nelle operazioni di campo per l’estrazione di idrocarburi
  • l’En.Si.15 - Riduzione dell’accisa sul GPL utilizzato negli impianti centralizzati per usi industriali
  • l’En.Si.20 - Riduzione dell’accisa sul gas naturale impiegato per usi industriali, termoelettrici esclusi, da soggetti che registrano consumi superiori a 1.200.000 mc annui
  • l’En.Si.03 - Esenzione dall’imposta di consumo per gli oli lubrificanti impiegati nella produzione e nella lavorazione della gomma naturale e sintetica
  • l’En.Si.14 - Esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati per la produzione di magnesio da acqua di mare
  • l’En.Si.17 - Agevolazione di accisa su combustibili e carburanti usati dalle Forze armate nazionali (benzina, gasolio, GPL e gas naturale)

Su queste proposte, per le quali è tutt’ora in corso un’approfondita istruttoria e una valutazione di impatto ambientale ed economico, si vogliono altresì acquisire i rilievi e le osservazioni della società civile, delle imprese e, più in generale, di tutti quegli stakeholders che sono destinatari delle misure o semplicemente nutrono interesse per il settore e/o la tipologia di intervento. La volontà è quella di realizzare un processo decisionale pienamente condiviso e partecipato, teso a raccogliere tutte quelle informazioni, anche meramente tecniche, che consentiranno al decisore pubblico di realizzare interventi il più possibile efficaci, proporzionali e volti al raggiungimento del risultato, ovvero realizzare quella transizione ecologica quale presupposto indefettibile per il rilancio e la trasformazione del nostro Paese verso uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Con riferimento alle misure relative ai SAD En.Si.15 ed En.Si.20, si reputa opportuno tener conto che al GPL e ai Gas naturali è attribuita una prestazione ambientale maggiormente favorevole rispetto ad altri combustibili parimenti fossili, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2014/94/UE (c.d. direttiva DAFI). È in corso, quindi, una ulteriore valutazione tecnica in merito alla possibilità che l’uso di GPL e Gas naturali sia sostituito da altri prodotti fossili maggiormente inquinanti che, a seguito della soppressione del beneficio in questione, divenissero maggiormente vantaggiosi in termini economici. Va precisato, altresì, che allo stato attuale, il costo degli investimenti ambientali necessari per utilizzare prodotti alternativi al gas naturale e ai GPL potrebbe non essere parimenti compensato dai benefici derivanti dai nuovi incentivi.

Auspicando la piena partecipazione a questa iniziativa, resta solo un monito: è assolutamente impellente avviare la transizione ecologica ed è necessario farlo adesso. Perché questo significa incentivare comportamenti virtuosi dentro il mercato e, quindi, realizzare investimenti rendendo le nostre imprese competitive e all’avanguardia, preparandole alle sfide di un futuro che, sostanzialmente, è già arrivato e bussa alle porte dell’economia tradizionale.