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Driving Empowerment: Protecting the Most Vulnerable. Facciamo il punto - La sintesi per partecipare a “Disegna il clima”

Il Quinto incontro di #Youth4ClimateLive, che si è tenuto (online) il 23 ottobre 2020, è partito dalla domanda: sapevi che alcune nazioni e alcuni gruppi sono colpiti in misura maggiore dai cambiamenti climatici? Tra i gruppi più vulnerabili ci sono i senzatetto, gli anziani, i bambini, i giovani, le donne, gli indigeni e i disabili. Dobbiamo dare voce ai gruppi vulnerabili e incrementare la loro rappresentanza per garantire che la politica climatica sia equa e risponda alle loro esigenze.

All'inizio del webinar a tutti i partecipanti è stata posta una domanda: "Dei seguenti gruppi, chi pensi sarà il più colpito dal cambiamento climatico?" Ecco i risultati:

Donne 6%
Comunità agricole 13%
Bambini e giovani 19%
Comunità costiere 25%
Il cambiamento climatico colpisce tutti allo stesso modo 38%

Secondo la maggior parte dei partecipanti il cambiamento climatico colpisce tutti allo stesso modo, ma durante l’incontro questa idea è stata messa in discussione, anche attraverso le testimonianze dei giovani che si occupano delle disparità presenti nel mondo.

Hanno preso quindi la parola due rappresentanti istituzionali coinvolte al più alto livello nella politica climatica: Emanuela Del Re, Viceministra agli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale dell’Italia, e Amina Mohammed, Vicesegretario generale delle Nazioni Unite.

La Viceministra Emanuela Del Re ha illustrato le tre aree prioritarie su cui l'Italia si concentrerà nella sua azione per il clima: sicurezza alimentare, istruzione e parità di genere. Parlando di istruzione bisogna considerare anche alfabetizzazione climatica, informazione, formazione e consapevolezza. L’Italia ha messo a punto una strategia di “Educazione alla cittadinanza globale” che punta a trasformare gli atteggiamenti e i comportamenti dei giovani e dei cittadini, rendendo lo sviluppo sostenibile parte della loro vita quotidiana. Questa strategia è collegata agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Il Vicesegretario generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed, ha ricordato che proprio i giovani si sono fatti sentire in modo forte chiedendo un cambiamento rispetto a quanto è stato fatto negli ultimi 25-30 anni. Mohammed vede questa come un'opportunità per migliorare il partenariato intergenerazionale e colmare le lacune nei negoziati sul cambiamento climatico. Mohammed ha anche ricordato che un giorno ci sarà un passaggio di testimone e i giovani di oggi diventeranno a loro volta i leader politici. Saranno quindi loro a condurre la lotta al cambiamento climatico fino in fondo. Mohammed ha infine incoraggiato a sfruttare tutte le opportunità intorno offerte dalla COP 26.

Hanno preso quindi la parola tre giovani leader dell’impegno globale per clima raccontando le esperienze e le iniziative delle rispettive realtà.

Donne e parità di genere

Alla fondatrice di Clean Earth Gambia, Fatou Jeng, è stata fatta dai moderatori questa domanda: "Quali sono i modi migliori per includere donne e ragazze nei processi decisionali e sfruttare le loro conoscenze nella leadership?"

Fatou Jeng ha risposto prima definendo il contesto delle disuguaglianze di genere nella leadership del Gambia. Le donne costituiscono la maggioranza della popolazione del Gambia ma contribuiscono poco alla crisi climatica. Tuttavia, sopportano il peso maggiore degli impatti climatici. Nel parlamento del Gambia le donne sono solo sei: tre elette e tre nominate dal presidente. Il governo del Gambia è composto da oltre 40 ministeri ma solo quattro di loro sono guidati da donne. Anche alla Conferenza annuale delle Parti dell'UNFCCC, le donne delegate rappresentano solo il 30% dei delegati.

Fatou ha condiviso con i partecipanti al webinar alcune possibili soluzioni, come un sistema di quote di genere che consenta alle donne di esprimersi direttamente sulle questioni che le riguardano nella crisi climatica. Crede inoltre che ciò contribuirà a colmare il divario nell'accesso alle informazioni sul clima per le donne. Un'altra opzione cui ha accennato è il rafforzamento del processo Action for Climate Empowerment (ACE), con un'enfasi sullo sviluppo delle capacità delle donne. I sei elementi di questa azione per l'empowerment dei gruppi vulnerabili sono: istruzione, formazione, sensibilizzazione, accesso alle informazioni, partecipazione e cooperazione internazionale.

Fatou ha anche portato approfondimenti sulle donne che hanno ricevuto una formazione e che sono invece costrette a casa. Le donne possono stabilire partnership utili per incrementare il potere delle donne e porsi alla guida dell'azione per il clima.

Resilienza e agricoltura

La moderatrice ha chiesto alla seconda relatrice, la fondatrice del progetto Cacao, Louise Mabulo, cosa significa il cambiamento climatico per gli agricoltori nelle Filippine e l'ha invitata a condividere le lezioni apprese, che potrebbero essere applicabili in altre regioni.

Mabulo ha sottolineato che gli agricoltori sono il gruppo più vulnerabile al clima nelle Filippine a causa del collegamento diretto dei loro mezzi di sussistenza alle condizioni meteorologiche in cui vivono. Il cambiamento climatico nella regione ha già portato a tifoni più intensi, una delle maggiori preoccupazioni per le Filippine. Queste circostanze sono state alla base del Progetto Cacao, che mira a creare resilienza per gli agricoltori e garantire che il sistema alimentare possa prosperare insieme alla natura, ad esempio attraverso l'uso di foreste agricole innovative.

Louise Mabulo ha fatto notare che al lavoro agricolo è attribuito ancora uno stigma negativo, che lei è ora impegnata a decostruire. Louise è convinta che l'agricoltura sia una scelta di carriera vera e propria, poiché è in grado di generare molti posti di lavoro e contribuire a un sistema alimentare con opzioni di produzione accessibili e resilienti.

Barriere all'alfabetizzazione climatica

Alla terza relatrice, la fondatrice dei Climate Cardinals e membro del Gruppo consultivo giovanile delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Sophia Kianni, è stato chiesto di illustrare i suoi sforzi per garantire che tutti abbiano accesso alle informazioni sui cambiamenti climatici nella propria lingua.

Sophia è stata motivata a colmare le lacune nella conoscenza del cambiamento climatico quando si è resa conto che i suoi genitori e gli studenti in Iran erano in gran parte inconsapevoli del cambiamento climatico e delle questioni ambientali. Ha quindi iniziato a tradurre le informazioni sui cambiamenti climatici nella lingua madre dei suoi parenti, il persiano, e ha insegnato loro cosa sta succedendo al clima. Questo l'ha portata a fondare i Climate Cardinals, che hanno permesso ad altri giovani in tutto il mondo di tradurre le informazioni sul clima nelle loro lingue. Questo sforzo le ha permesso di raggiungere 6.000 giovani in 41 paesi e di tradurre 200.000 parole di informazioni sul clima in oltre 100 lingue.

Anche alle Nazioni Unite, osserva, le informazioni sul clima sono rese disponibili solo in 6 lingue. Aumentare questo numero aiuterà i leader dei gruppi vulnerabili a comprendere appieno e promuovere le questioni del cambiamento climatico.

Indicazioni finali

Sophia ha concluso con alcune considerazioni finali, ricordandoci che tutti hanno un ruolo da svolgere e incoraggiandoci a essere coinvolti ovunque e come possiamo. Fatou ci ha anche incoraggiato ad agire, indipendentemente dal fatto che sentiamo o meno gli impatti del cambiamento climatico. Infine, Lousie ci ha incoraggiati a sfruttare le nostre risorse per apportare cambiamenti tangibili.

I partecipanti hanno quindi avuto l'opportunità di riassumere i propri pensieri sull'incontro rispondendo a due domande. In risposta alla prima domanda, "In una parola, come riassumeresti la conversazione di oggi?" sono state suggerite parole come stimolante, attraente, illuminante, urgente e motivante (solo per citarne alcune). Quindi, alla domanda: "Come pensi che il tuo governo possa promuovere un'equa inclusione delle comunità vulnerabili nell'azione per il clima?” sono state indicate le seguenti opzioni:

-  educazione ambientale 23%
-  Consultazioni delle comunità 10%
-  finanziare progetti per aumentare la resilienza delle comunità vulnerabili 10%
-  tutte le precedenti 56%
-  altro 3%

Siamo consapevoli di vivere una crisi che richiede soluzioni sostenibili. L'equilibrio di genere, l'alfabetizzazione climatica e la difesa dell'agricoltura sono tutti elementi essenziali se vogliamo proteggere i mezzi di sussistenza delle persone e combattere in modo significativo gli effetti del cambiamento climatico in tutto il mondo. In definitiva, siamo tutti coinvolti ma dobbiamo riconoscere che alcuni sono più vulnerabili di altri.

La registrazione completa dell’incontro di settembre è disponibile su: youth4climate.live.

Per approfondire:
https://www.minambiente.it/pagina/verso-la-cop26-conferenza-preparatoria-ed-evento-giovani-youth4climate-driving-ambition

Versione inglese:
https://www.connect4climate.org/initiative/heres-thelowdown-youth4climatelive-ep-5-driving-empowerment