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Driving Nature-Based Solutions. Facciamo il punto - La sintesi per partecipare a “Disegna il clima”

Il quarto episodio della serie #Youth4ClimateLive, dal titolo "Driving Nature-Based Solutions", svoltosi online il 25 settembre 2020, ha permesso di affrontare il concetto relativamente giovane di "Soluzioni fondate sulla natura". In un anno, in cui stiamo assistendo agli effetti più duri del cambiamento climatico, è importante ascoltare le idee dei giovani sull'imparare dalla natura e per promuoverne le applicazioni pratiche.

Il webinar del 25 settembre, della durata di un'ora, è iniziato con una domanda rivolta a tutti dai moderatori: "In una parola, cosa ti viene in mente quando senti l’espressione ‘soluzioni basate sulla natura?’”. Le parole più indicate sono state Sostenibilità, Riforestazione, Ripristino delle condizioni naturali.

I moderatori hanno sottolineato il fatto che il 2020 è stato identificato come il "super anno per la natura”. Sembra il momento perfetto per confrontarsi e approfondire come imparare dalla natura. Molti hanno anche fatto presente che la sfida più grande resta come possiamo essere coinvolti e impegnarci nel modo più efficace.

Tramite un videomessaggio, Lord Zac Goldsmith, Ministro dell'Ambiente del Regno Unito, ha illustrato come le soluzioni fondate sulla natura si inseriscono nell'agenda della COP26: "Non possiamo affrontare il cambiamento climatico senza intensificare i nostri sforzi per proteggere e ripristinare la natura su una scala senza precedenti". Goldsmith ha proseguito dicendo: “Solo il 3% della finanza globale per il clima va a soluzioni fondate sulla natura. Quindi, sotto la nostra presidenza della COP26, costruiremo alleanze per aumentare il sostegno politico e finanziario per soluzioni basate sulla natura, per salvaguardare i mezzi di sussistenza e la blu economy, per invertire il cambiamento climatico e per proteggere e ripristinare gli ecosistemi critici e la ricca biodiversità che da essi dipende." Goldsmith ha concluso lanciando un messaggio ai giovani: “Abbiamo bisogno del vostro aiuto. Non siete solo il futuro, siete anche il presente. Vogliamo continuare a lavorare con voi, con vostri amici, le vostre famiglie e le vostre comunità per proteggere questo pianeta, che condividiamo".

Valorizzare l'impegno dei giovani

Per avviare la discussione, David Nabarro, inviato speciale dell'OMS per il COVID-19, ha ricordato che il virus non scomparirà presto. Ha chiesto a tutti i partecipanti di fare il possibile per convincere governi e le autorità a prendere sul serio questa emergenza sanitaria. Nabarro ha proseguito, spiegando come la biodiversità sia una risorsa vitale, che dobbiamo impegnarci a difendere, per il bene della nostra salute e degli altri organismi viventi. "Vorrei invitare tutti a fare tutto il possibile per rispettare la natura e la biodiversità", ha detto, "e non per distruggere, perché distruggendo ci esponiamo al rischio di altri virus".

Christiana Figueres, fondatrice di Global Optimism, già segretaria esecutiva dell'UNFCCC, nel suo intervento ha detto che non possiamo separare biodiversità e cambiamento climatico: "Trattare la biodiversità e il cambiamento climatico in due distinte convenzioni Onu", ha detto, “ha comportato azioni separate.  Il che non è stato utile. Il fatto è che queste due cose sono inestricabilmente legate. Se continuiamo a distruggere la biodiversità, stiamo accelerando il cambiamento climatico e l'accelerazione del cambiamento climatico è una delle maggiori minacce alla conservazione della biodiversità ".

Figueres ha anche ricordato che il 2020 avrebbe dovuto essere il “super anno per la natura”, ma ha fatto notare che la natura si sia in qualche modo ribellata. In questo anno senza precedenti, abbiamo assistito a uragani, incendi e forti ondate di calore in tutto il mondo. Figueres ha concluso ricordando ai giovani che: “I 12-20 trilioni di dollari che sono stati immessi nell'economia, come pacchetti di recupero post-pandemia sono debiti. Nessun governo dispone di queste entità di flusso di cassa, in base alle proprie riserve. Chi pagherà il debito? Quel debito verrà pagato nel tempo dai giovani attraverso le tasse. Assicuratevi che i responsabili stiano investendo quei soldi a vostro vantaggio e non a vostro danno ".

I due moderatori Ahmed Badr e Salina Abraham hanno sottolineato la posta in gioco, ricordando che la scienza indica che la biodiversità e la salute dell'ecosistema si stiano deteriorando rapidamente in tutto il mondo. La salute degli ecosistemi, da cui dipendiamo noi e tutte le altre specie, sta diminuendo più rapidamente che mai. Stiamo erodendo le fondamenta stesse delle nostre economie, dei nostri mezzi di sussistenza, della sicurezza alimentare, della salute e della qualità della vita in tutto il mondo. Ecco perché lo slogan di quest'anno per la Giornata internazionale della diversità biologica era "Le nostre soluzioni sono nella natura", un messaggio che sottolinea la speranza, la solidarietà e l'importanza del lavorare insieme a tutti i livelli per costruire un futuro in armonia con la natura.

I moderatori hanno posto ai partecipanti una seconda domanda: "Come state conservando, preservando o ripristinando la natura?". La maggior parte degli intervistati ha risposto che stavano "Imparando a conoscere e acquisire consapevolezza sul valore della natura". Questo è certamente importante, perché per convincere le persone a smettere di abbattere alberi e cose simili, dobbiamo essere in grado di spiegare il motivo, rendendoli consapevoli dei danni che stanno causando al nostro pianeta e offrendo altri stimoli, per rivedere il loro comportamento.

Leadership giovanile

Vanessa Nakate, Young Leader for the SDGs e fondatrice del Rise Up Climate Movement, nel suo contributo, ha sottolineato come i giovani abbiano continuato, anche durante questa pandemia, a considerare i leader politici responsabili e a indirizzarsi a loro nel mondo più chiaro possibile. Quando si tratta di soluzioni fondate sulla natura, Nakate ritiene che le loro potenzialità non siano ancora state messe a frutto. “Perderemo la lotta al cambiamento climatico, se non coinvolgiamo la natura. Ripristinare, proteggere e gestire in modo sostenibile i nostri ecosistemi, ci aiuterà a ridurre le emissioni nell'atmosfera. E’ il momento per i giovani, e per tutti, di iniziare a parlare di soluzioni fondate sulla natura".

C'è ancora molto da imparare sul nostro pianeta. Fino a poco tempo, ad esempio, pensavamo che esistessero 400 miliardi di alberi, numero alla base della campagna delle Nazioni Unite sugli alberi. Ma ora, con il conteggio degli alberi fatto in diversi paesi, abbiamo appreso che ci sono oltre tre trilioni di alberi in tutto il mondo, il che ha cambiato la campagna delle Nazioni Unite sui miliardi di alberi, in una campagna sui trilioni di alberi. Se saremo in grado di unirci e piantare un miliardo di nuovi alberi entro il 2030, avremo un enorme impatto, poiché gli alberi che pianteremo immagazzineranno fino a 400 Gt di carbonio.

La seconda oratrice, Archana Soreng, del Gruppo consultivo per i giovani del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e responsabile della ricerca a Vasundhara, Odisha, ha affermato come la natura sia alla base della vita e dell'identità della sua comunità indigena, la tribù Khadia. Parlando di soluzioni fondate sulla natura, Archana ha menzionato come le comunità indigene, di cui lei è parte, siano state intrinsecamente legate alla natura per generazioni, sia in termini di pratiche agricole, credenze spirituali e di pratiche mediche. Ha anche sottolineato quanto sia importante, sia per i giovani che per i leader indigeni, tornare dai loro anziani e imparare da loro pratiche tradizionali rispettose dell'ambiente.

Parlando di COVID-19, Archana ha osservato che le comunità indigene hanno mostrato una capacità di recupero impressionante. “Una delle cose a cui ho assistito”, ha detto, “è che si trovavano in uno spazio molto più sicuro in termini di sicurezza alimentare. Questo è il motivo per cui sento, quando parliamo di recupero post-COVID, che le soluzioni fondate sulla natura debbano essere enfatizzate e la comunità indigena debba essere tra le principali parti interessate a tali soluzioni ". Quando si tratta di questo tipo di progetti, tutti i finanziamenti devono essere convogliati attraverso le comunità, in modo che i membri siano legati direttamente ai progetti. Inoltre, possano beneficiare delle migliaia di servizi ecosistemici utili per a cibo, medicine, aria pulita e acqua che recano enormi benefici socioeconomici, se eseguiti correttamente. Come ha detto Archana, "Abbiamo soluzioni fondate sulla natura, ma solo quando ci sentiremo sicuri saremo in grado di utilizzarle".

La terza oratrice, Claudel Pétrin-Desrosiers, medico e membro del consiglio dell'Associazione canadese dei medici per l'ambiente, ha affermato che il cambiamento climatico è la più grande minaccia per la salute nel 21° secolo, che sarà responsabile di 250.000 morti entro l'anno 2030 e che la maggior parte di queste morti sarà legata alla denutrizione e alle malattie infettive. Claudel ha sottolineato che “Solo il 20% della nostra salute è determinato da patologie. Il resto è determinato da fattori sociali e ambientali, come l'aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, i luoghi in cui viviamo e di quale reddito disponiamo. Dobbiamo vedere il cambiamento climatico come un amplificatore del rischio. Minaccia ogni singolo fattore della nostra salute, in ogni singolo paese del mondo ".

Una cosa che la quarantena COVID del 2020 ci ha insegnato, ha aggiunto Pétrin-Desrosiers, è che se riduciamo al minimo il nostro consumo di carburante, smettiamo di abbattere alberi, utilizziamo energie alternative, ecc., abbiamo ancora una possibilità di combattere il cambiamento climatico. Secondo Claudel “è possibile cambiare e cercare di creare gli ambienti, sia urbani che rurali, che effettivamente sostengano, promuovano e migliorino la nostra salute. Ma per arrivarci, abbiamo bisogno di obiettivi climatici ambiziosi, dobbiamo ridurre l'uso di combustibili fossili e garantire che tutto ciò che facciamo sia effettivamente basato sulla protezione e il ripristino dei nostri ecosistemi naturali ". Parlando di COVID-19, Claudel ha sottolineato come non ci sia eguaglianza in merito alla salute: coloro che sono stati maggiormente colpiti dal virus, sono coloro che si trovano ad affrontare gli impatti più duri del cambiamento climatico.

Infine, in un breve videomessaggio Mariangela Zappia, Ambasciatrice e Rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite, ha esordito dicendo quanto sia stimolante vedere così tanti giovani impegnati in questioni vitali che riguardano tutti noi e il nostro pianeta. Zappia ha proseguito spiegando come l'Italia stia attivamente perseguendo una ripresa più resiliente e sostenibile con l'Agenda 2030 e l'Accordo di Parigi, come bussola, e come si stia pianificando di mettere la salute globale, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico al centro dei lavori quando assumeranno la presidenza del G20 nel 2021. Zappia ha concluso, inviando un messaggio ai giovani di tutto il mondo: “In attesa dell'evento Youth4Climate a Milano, contiamo sulla vostra passione e sulla vostra azione, per il senso di responsabilità e un cambiamento reale. Voi potete essere il motore del cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno ".

La registrazione completa dell’incontro di settembre è disponibile su: youth4climate.live

Per approfondire:
https://www.minambiente.it/pagina/verso-la-cop26-conferenza-preparatoria-ed-evento-giovani-youth4climate-driving-ambition

Versione inglese:
https://www.connect4climate.org/article/miss-episode-4-youth4climatelive-get-thelowdown-here