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Gettate le basi per una nuova collaborazione con Israele

di Gian Luca Galletti - Ministro dell’Ambiente

Il settore ambientale - sulla spinta dell’intesa di Parigi sul clima, ma anche sulla comunanza di interessi e problematiche legate alla realtà che condividiamo di paesi mediterranei - può rappresentare un territorio fertile per la collaborazione scientifica fra Israele e Italia.

Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi a Gerusalemme nel corso di una missione che ha visto anche la firma di un’intesa con l’Autorità Palestinese.

Io credo che per ragioni storiche, ma anche climatiche Italia e Israele abbiamo sviluppato professionalità, tecnologie e buone pratiche in campi diversi. Lo scambio di queste competenze ed esperienze e lavorare assieme mettendo in comune conoscenze differenti e complementari può rappresentare un elemento di progresso ed un vantaggio competitivo per entrambi i paesi.

In un mondo in cui oggi siamo 7 miliardi e prima della fine del secolo potremmo essere più di 9 miliardi, in un pianeta in cui il deserto sta sottraendo terre coltivabili alle popolazioni, in una Terra in cui l’acqua sta diventando sempre più la risorsa chiave per lo sviluppo e per la stessa sopravvivenza di intere comunità e di interi paesi, in questa realtà globale l’esperienza di Israele assume un valore eccezionale, con esperienze uniche da mettere sul piatto delle tecnologie per l’ambiente.

L’Italia ha costruito attorno alla green economy una filiera di imprese importante che conta già centinaia di migliaia di posti di posti di lavoro ed imprese all’avanguardia sui mercati internazionali.

I colloqui avuti con le autorità israeliane credo abbiano gettato le basi di un nuovo e proficuo percorso comune, da costruire assieme sulla tecnologia e la ricerca ambientale. Da parte dell’Italia e, segnatamente, del nostro Ministero dell’Ambiente c’è tutta la disponibilità e l’interesse a rilanciare la collaborazione con Israele per un futuro migliore e per uno sviluppo sempre più sostenibile dei nostri paesi.