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Global Biodiversity Framework post-2020

“Global Biodiversity Framework post-2020”

Il nuovo Quadro Globale per la Biodiversità post-2020

 

Il Piano strategico mondiale per la biodiversità per il periodo 2011-2020 e i relativi Aichi Biodiversity Targets (https://www.cbd.int/sp/targets/) hanno costituito nel decennio che sta per concludersi il quadro di riferimento per la definizione di traguardi nazionali, regionali e globali, per promuovere e adottare misure urgenti ed efficaci per arrestare la perdita di biodiversità e garantire ecosistemi resilienti entro il 2020.

In relazione al mancato raggiungimento di molti degli Aichi Targets (20 obiettivi articolati in 56 indicatori) stabiliti dal Piano strategico per la biodiversità 2011-2020, l'Organismo di consulenza della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Biodiversità (CBD) ha adottato una serie di raccomandazioni che hanno posto le basi per lo sviluppo di un nuovo quadro globale per la biodiversità - Global Biodiversity Framework post 2020.

E’ stato dato mandato ad un Gruppo di lavoro formato dai rappresentanti dei Governi degli Stati che aderiscono alla Convenzione (Open Ended Working Group - OEWG) di predisporre un testo di accordo globale per arrestare e invertire il declino della biodiversità, da approvare in occasione della XV sessione della Conferenza delle Parti (COP15) prevista nel mese di ottobre 2020 a Kunming in Cina (https://www.cbd.int/conferences/2020), che con ogni probabilità sarà rinviata nei primi mesi del 2021 a causa dell’emergenza in corso.

Il Gruppo di lavoro (OEWG) si è riunito due volte, la prima a Nairobi e più recentemente a Roma.

Nel primo degli incontri previsti dell'OEWG sono stati definiti i principali elementi della struttura e lo scopo del Global Biodiversity Framework (GBF) post 2020, sintetizzabili in:

  • una mission per il 2030 espressa in modo semplice e univoco;
  • un numero limitato di obiettivi (goal) e, per ogni obiettivo, di traguardi (target) che rispecchino in maniera equilibrata i tre obiettivi prìncipe della CBD (conservazione, uso sostenibile, equa e giusta condivisione dei benefici derivanti dalle risorse genetiche);
  • i goal, i target e gli indicatori per verificare i progressi devono essere espliciti, misurabili, ambiziosi, realistici e circoscritti nel tempo;
  • all’interno del GBF devono essere precisate le condizioni per favorire il “cambiamento trasformativo” (trasformational change) che viene invocato dai diversi accordi multilaterali;

A seguito della prima riunione di Nairobi è stata redatta la bozza zero del GBF che è stata successivamente discussa in occasione della seconda riunione dell'OEWG svoltasi a Roma nella seconda metà di febbraio 2020.

 

La bozza zero contiene cinque goal di lungo termine, che riflettono la Vision 2050 per la biodiversità. Ad ogni goal corrispondono dei target, action-oriented e misurabili.

I 5 goal sono (i valori tra parentesi sono ancora oggetto di negoziato):

  1. nessuna perdita netta (bilancio netto positivo tra ecosistemi acquisiti e persi) entro il 2030 per estensione e integrità degli ecosistemi di acqua dolce, marina e terrestre e aumenti di almeno il [20%] entro il 2050, garantendo la resilienza degli ecosistemi;
  2. la percentuale di specie minacciate di estinzione è ridotta del [X%] e l'abbondanza delle specie [non era chiaro nel testo della bozza se l’abbondanza si riferisse alle specie o alle popolazioni delle specie, ndr] è aumentata in media del [X%] entro il 2030 e del [X%] entro il 2050;
  3. la diversità genetica è mantenuta o potenziata in media entro il 2030 e per il [90%] delle specie entro il 2050;
  4. la natura offre benefici alle persone contribuendo a:
  1. un miglioramento della nutrizione per almeno [X milioni] di persone entro il 2030 e [Y milioni] entro il 2050;
  2. un miglioramento nell'accesso sostenibile all'acqua potabile e sicura per almeno [X milioni] di persone, entro il 2030 e [Y milioni] entro il 2050;
  3. miglioramento della resilienza alle catastrofi naturali per almeno [X milioni] di persone entro il 2030 e [Y milioni] entro il 2050;
  4. raggiungimento di almeno il [30%] degli impegni di mitigazione per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi nel 2030 e nel 2050
  1. i benefici, condivisi equamente e giustamente, derivanti dall'uso delle risorse genetiche e dalle conoscenze tradizionali associate siano aumentati di [X] entro il 2030 e abbiano raggiunto [X] entro il 2050.

 

La bozza del GBF ha definito la struttura dei target per il 2030, 20 in totale (action-oriented targets), il cui conseguimento servirà a pervenire ai goal per il 2030 e il 2050. I 20 target sono raggruppati nelle seguenti tre categorie:

  1. "riduzione delle minacce" - reducing threats to biodiversity, dove per minacce si intendono quelle indicate dall’IPBES: distruzione e degradazione degli habitat, inquinamento, sovra-sfruttamento, diffusione di specie aliene invasive, cambiamenti climatici (6 target)
  2. "uso sostenibile della biodiversità e condivisione dei benefici" - Meeting people’s needs through sustainable use and benefit-sharing (5 target)
  3. "strumenti" -Tools and solutions for implementation and mainstreaming (9 target) 

 

Durante la seconda riunione dell'OEWG, lo zero draft del GBF è stato accolto con favore dalle Parti, quale buon punto di partenza per un accordo al tempo stesso ambizioso e realistico e, a conclusione della riunione, è stata redatta una raccomandazione che verrà analizzata in occasione della prossima riunione dell’Organo di consulenza della Convenzione (SBSTTA).

La bozza zero del GBF rispecchia il lavoro svolto nel corso del 2019 e riflette in larga misura il monito e le indicazioni della comunità scientifica e della società civile.