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L'impegno dei sindaci sulla mobilità sostenibile al nostro fianco a Parigi

di Gian Luca Galletti - Ministro dell'Ambiente

Venerdì, con l’apertura della Conferenza Nazionale sulla Mobilità Sostenibile, prende il via a Catania un appuntamento di grande importanza, che coglie una delle sfide più rilevanti per il futuro del nostro Paese e non solo.

Quando si parla di emissioni inquinanti si pensa sempre alla grande industria. In realtà, ce lo dicono i dati, un terzo delle emissioni nocive deriva proprio dal settore dei trasporti. E il 50% di queste è registrata nei grandi centri urbani, quelli a maggior concentrazione di traffico.

La mobilità è dunque strategica per la salvaguardia ambientale a tutti i livelli. Lo è a quello locale, perché riguarda l’inquinamento delle nostre città, la salute pubblica, la qualità di vita degli abitanti. E lo è a livello globale, perché la sfida di una mobilità nuova, sostenibile, pulita, è la stessa che ci porterà a Parigi alla Cop 21 a cercare un’intesa vincolante e ambiziosa sui cambiamenti climatici.

La mobilità è il settore del futuro, un comparto in cui le tecnologie assumono un ruolo fondamentale: un comparto in cui all’impegno pubblico, coerente e innovativo, va affiancato quello privato.

Il ministero dell’Ambiente ha provveduto a finanziare con il Fondo Mobilità Sostenibile, tra il 2007 e il 2011, un insieme di 573 interventi, per un impegno economico complessivo di 625,4 milioni di euro a favore di 169 enti locali attraverso specifici programmi di cofinanziamento rivolti a Comuni e Province. E con la convenzione Anci-Ministero del 2009 sono nati 195 interventi in 105 comuni per un importo complessivo di circa 200 milioni di euro.

Molto altro si potrà fare: penso ad esempio ai 35 milioni presenti nel Collegato ambientale in discussione in Parlamento per un programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.

Ci muoviamo su grandi priorità: la riduzione dell’utilizzo del mezzo privato col potenziamento del trasporto pubblico locale, la ciclabilità, la cultura dello sharing, la messa in circolazione di veicoli a basso impatto sull’ambiente, la multi modalità, la mobilità elettrica, la razionalizzazione della distribuzione delle merci in ambito urbano, le smart cities con la digitalizzazione dei trasporti.

E’ finito il tempo in cui questi interventi erano considerati residuali nell’ambito dello sviluppo cittadino. Oggi sono elementi centrali per la vita nelle città. Lo sono diventati col nostro impegno, con quello dei sindaci più “sostenibili” e anche di un cambiamento culturale, che parta dal protagonismo dei cittadini, senza il quale nessuna buona idea può diventare una realtà effettiva.

La disponibilità dei sindaci in tutto questo percorso è preziosa. Il loro è un grande atto di responsabilità: idealmente e concretamente si schierano al nostro fianco a Parigi.