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Monitoraggio e rendicontazione

Secondo quanto previsto dall'art. 11 della Direttiva Habitat, gli Stati Membri sono tenuti a garantire la sorveglianza dello stato di conservazione degli habitat (elencati nell'Allegato I) e delle specie (elencate negli Allegati II, IV e V) di interesse comunitario su tutto il territorio nazionale. I risultati del monitoraggio devono essere trasmessi alla Commissione Europea in accordo con l'articolo 17 della Direttiva Habitat, che prevede ogni sei anni l'elaborazione di un Rapporto Nazionale sullo stato di attuazione delle disposizioni della Direttiva stessa. I dati devono essere riportati, per ogni habitat e specie, a livello biogeografico utilizzando il format predisposto dalla Commissione Europea che include una parte generale, con informazioni sull'attuazione della Direttiva, e una parte relativa alla valutazione dello stato di conservazione di habitat e specie.

Il monitoraggio dello stato di conservazione è un'attività indispensabile anche per valutare il raggiungimento di quanto previsto all'art. 2 della Direttiva Uccelli, ovvero il conseguimento per tutte le specie di avifauna di un livello adeguato di conservazione. Malgrado l'art. 12 della Direttiva Uccelli non preveda esplicitamente di includere nei Rapporti nazionali sull'attuazione della Direttiva la valutazione dello stato di conservazione e dei trend delle specie di allegato, Commissione Europea e Stati Membri hanno concordato sull'opportunità di inserire tali valutazioni nei Rapporti, fino a pervenire ad un'omogeneizzazione e un allineamento dei processi di monitoraggio e rendicontazione delle Direttive Habitat e Uccelli.

Tale allineamento è stato formalizzato con l’approvazione del Regolamento (UE) 2019/1010 del 5 giugno 2019 recante norme finalizzate all’armonizzazione degli obblighi di comunicazione nella normativa ambientale europea. Tale regolamento apporta, all’art. 5, alcune importanti modifiche all’art. 12 della Direttiva 2009/147/CE: il periodo di rendicontazione viene modificato da 3 a 6 anni, il rapporto deve essere trasmesso nello stesso anno di quello elaborato ai sensi dell’art.17 della Direttiva Habitat e deve essere utilizzato un apposito format definito dalla Commissione Europea ed armonizzato per entrambe le Direttive.  Vengono inoltre specificate le principali informazioni che devono essere rendicontate: status e trend delle popolazioni, pressioni e minacce, misure di conservazione applicate e contributo della rete Natura 2000.

Il 4° Rapporto Nazionale ex art. 17 della Direttiva Habitat, riferito al periodo 2013-2018, è stato predisposto, come il rapporto precedente, con il coordinamento della Direzione Protezione della Natura e del Mare e il supporto tecnico di ISPRA. Preziosa è stata anche per questa rendicontazione la collaborazione con gli altri principali soggetti che si occupano di gestione di dati sulla biodiversità: Regioni e Province Autonome e principali Società scientifiche nazionali. Tale collaborazione ha consentito di raccogliere, elaborare, revisionare e validare una enorme mole di dati e di definire le valutazioni sullo stato di conservazione necessarie alla compilazione dei format predisposti dalla Commissione Europea.

Tutti i dati del 4° Rapporto Nazionale degli Stati Membri, compresa l'Italia, sono consultabili on line sul Central Data Repository dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA), e i dati italiani sono disponibili alla pagina dedicata Reporting Direttiva Habitat. Ulteriori informazioni e documenti sull'art. 17 si possono trovare sul sito della Commissione Europea.

Per quanto riguarda il Rapporto ex art. 12 Direttiva Uccelli riferito al periodo 2013-2018, il processo di compilazione è stato condotto, così come per il rapporto precedente, rispettando le procedure e i criteri definiti nel decreto del 6 novembre 2012 del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro delle Politiche Agricole alimentari e forestali. Pertanto, particolare attenzione è stata prestata al coinvolgimento dei portatori di interesse (Regioni e Province Autonome, MIPAAF, associazioni ambientaliste e venatorie) nella condivisione delle metodologie, nella raccolta dei dati e nella verifica delle elaborazioni, effettuate sempre con il supporto tecnico-scientifico dell’ISPRA.

Anche i dati e le cartografie del Rapporto nazionale art. 12 Direttiva Uccelli sono reperibili sulla relativa pagina del Central Data Repository dell’AEA, mentre informazioni complete sulla rendicontazione ai sensi dell’art. 12 sono reperibili sul sito della Commissione Europea.

I Rapporti nazionali della Direttive Habitat e Uccelli forniscono il quadro attualmente più accurato ed aggiornato dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario in Italia, rivestendo pertanto un’importanza strategica non solo per determinare il successo dell’implementazione delle Direttive Comunitarie in materia di biodiversità, ma anche come riferimento per identificare priorità e criticità del prossimo periodo di programmazione finanziaria 2021-2027 e per misurare il conseguimento dei target previsti nel quadro sia delle politiche comunitarie, sia delle normative nazionali, con particolare riferimento alla Strategia Nazionale e alla Strategia Europea per la Biodiversità.

L’intenzione di questo Ministero è quella di non disperdere lo sforzo compiuto negli ultimi anni per rendere operativa ed efficiente tale preziosa rete di collaborazioni tra soggetti istituzionali e scientifici, ma di proseguire nel coordinamento e nella messa a sistema del processo di gestione e scambio dei dati relativi a specie e habitat, anche attraverso l’utilizzo del Network Nazionale della Biodiversità, quale strumento strategico per la condivisione dei dati sulla biodiversità.

Per migliorare sulla strada intrapresa verso la creazione di un vero e proprio sistema nazionale di monitoraggio, il Ministero ha incaricato ISPRA di elaborare, in sinergia con la rete degli osservatori/uffici regionali biodiversità, le schede relative alle azioni di monitoraggio per tutte le specie floristiche e faunistiche e per gli habitat terrestri e delle acque interne di Direttiva 92/43/CE, che sono state presentate nel corso della Conferenza Nazionale “Verso un piano nazionale di monitoraggio della Biodiversità” che si è svolta il 19 e 20 ottobre 2016 (programma, video e presentazioni della Conferenza). Tali schede sono state raccolte nei seguenti tre manuali:

 

Rendicontazioni precedenti