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Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza

La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) prende in considerazione il problema della biosicurezza  in due articoli differenti, l'articolo 8 sulla conservazione in situ e l'articolo 19 sull'utilizzazione delle biotecnologie e sulla distribuzione dei benefici da esse derivanti.

Su questa base nel Gennaio del 2000 è stato adottato il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza. L'obiettivo del Protocollo, in accordo con l’approccio precauzionale sancito dal Principio 15 della Dichiarazione di Rio, è quello di contribuire ad assicurare un adeguato livello di protezione nel campo del trasferimento, della manipolazione e dell'uso sicuri degli Organismi Viventi Modificati (OVM)* ottenuti con le moderne biotecnologie che possono esercitare effetti negativi sulla conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica, tenuto conto anche dei rischi per la salute umana, e con una particolare attenzione ai movimenti transfrontalieri.

Il Protocollo di Cartagena della CBD è entrato in vigore il 29 Dicembre 2003 ed è stato ratificato dall’Italia con la legge 15 gennaio 2004, n. 27 .

L’articolo 29 del Protocollo istituisce la Conferenza delle Parti che serve da incontro delle Parti (Conference of the Parties serving as meeting of the Parties, COP-MOP) ovvero la Conferenza dei rappresentanti dei Paesi che hanno ratificato il Protocollo. La COP-MOP esamina e promuove l’attuazione del Protocollo, valuta i risultati raggiunti e adotta modifiche, formula raccomandazioni, istituisce organismi sussidiari, interagisce con le organizzazioni internazionali competenti e gli organismi intergovernativi e non governativi.

Il Protocollo ha, tra l’altro, istituito la Biosafety Clearing House (BCH) che assicura un meccanismo per lo scambio di informazioni sulla biosicurezza tra le Parti contraenti e tutti i soggetti coinvolti nei processi di valutazione e di gestione del rischio derivante da organismi viventi modificati. Attraverso i nodi periferici della BCH, viene garantito l’accesso alle informazioni di ciascuna Parte contraente.

*:Le denominazioni Organismo Vivente Modificato (OVM) e Organismo Geneticamente Modificato (OGM) sono utilizzate indifferentemente per riferirsi a qualsiasi organismo il cui genoma sia stato modificato con le moderne biotecnologie.Il Protocollo di Cartagena, all’articolo 3, definisce come Organismo Vivente Modificato (OVM): “ogni organismo vivente che possiede una combinazione inedita di materiale genetico, ottenuta avvalendosi della biotecnologia moderna”. La direttiva 2001/18/CE, che ha dato attuazione a livello di Unione europea al Protocollo, all’articolo 2, definisce come Organismo Geneticamente Modificato (OGM): “un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l’accoppiamento e/o la ricombinazione genetica”.

 

Protocollo Addizionale di Nagoya - Kuala Lumpur in materia di responsabilità e risarcimento al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza

Il Protocollo Addizionale di Nagoya Kuala Lumpur sulla responsabilità e il risarcimento al Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza , adottato come accordo complementare al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, mira a contribuire alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità fornendo norme e procedure internazionali nel campo della responsabilità e del risarcimento del danno derivante dagli organismi viventi modificati.

L'Unione europea ha ratificato il Protocollo Addizionale con la decisione del Consiglio del 12 febbraio 2013.

Il Protocollo Addizionale è entrato in vigore il 5 marzo 2018.

L'Italia ha ratificato il Protocollo Addizionale di Nagoya-Kuala Lumpur con la legge del 16 gennaio 2019, n 7.

 

Accesso al sito della Biosafety Clearing House italiana (BCH)

 

Focal Point nazionale per il Protocollo di Cartagena:

Dott. Carlo Zaghi
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali
Divisione IV - Valutazione e riduzione dei rischi derivanti da prodotti chimici e organismi geneticamente modificati
Via Cristoforo Colombo, 44, 00147 Roma
Tel: 06 5722 5000
Email: zaghi.carlo@minambiente.it; DVA-4@minambiente.it

 

Focal Point nazionale per la Biosafety Clearing-House:

Dott.ssa Marina Andreella
Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali
Divisione IV - Valutazione e riduzione dei rischi derivanti da prodotti chimici e organismi geneticamente modificati
Via Cristoforo Colombo, 44, 00147 Roma
Tel: 06 5722 5032
Email: andreella.marina@minambiente.it

 

Focal Point Nazionale per le misure di emergenza:

Cap. Boris Marcone
Comando dei Carabinieri per la tutela dell’Ambiente (CCTA)
Ufficio Comando – Sezione Operazioni e Logistica
Largo Lorenzo Mossa, 8/A, 00165 Roma
Tel: 3666392194
Email: boris.marcone@carabinieri.it