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SCHIERATI A DIFESA DEL “MARE NOSTRUM”

di Gian Luca Galletti - Ministro dell'Ambiente

In settimana ho presentato a Civitavecchia i dati della Terza Campagna di Tutela Ambientale condotta dal Corpo delle Capitanerie di Corpo Guardia Costiera e strutturata dal Reparto Ambientale Marino del Ministero dell’Ambiente. I numeri emersi (ECCOLI) ci consegnano una realtà difficile da accettare: sono ancora troppi e diffusi i reati ambientali che riguardano i nostri ottomila chilometri di coste e il nostro meraviglioso mare.

Dalle discariche agli abusivismi demaniali, alla violazione delle preziose aree marine protette, all’abbandono di rifiuti, agli sversamenti e all’emissione di fumi dannosi, ai danni nei confronti della nostra ricchissima fauna e flora marina. C’è purtroppo un’ampia varietà di irresponsabilità umane, compiute da chi pensa di poter deturpare liberamente questo patrimonio nazionale e magari arricchirsi sulle spalle dell’ambiente.

Chi inquina il mare e le coste avrà vita sempre più difficile: lo dico perché l’azione repressiva sarà sempre più forte e perché con gli ecoreati nel codice penale perseguire certi comportamenti delittuosi nei confronti dell’ambiente sarà più facile e veloce di quanto purtroppo non lo sia stato fino a oggi.

Mi piace sottolineare in particolare l’impegno che è stato profuso in questa Campagna nel controllo e nelle verifica delle irregolarità degli impianti di depurazione, che rappresentano il tallone d’achille del nostro sistema di gestione delle acque, che ci ha già procurato sanzioni dall’Europa ma, soprattutto, mette a rischio l’integrità del nostro mare e dei nostri litorali. La Quarta Campagna di Tutela Ambientale sarà dedicata principalmente proprio al tema degli scarichi civili e industriali.

Abbiamo ancora vivi nella memoria i giorni di preoccupazione e le immagini dello sversamento di greggio nel rio Polcevera a Genova. Anche in quella occasione le misure di tutela ambientale hanno funzionato, grazie alla grande professionalità di tutti gli operatori in loco fra cui in primo luogo il personale della Guardia Costiera. Ma quell’incidente è servito a ricordarci che non bisogna mai dare per scontato nulla: che la pulizia delle acque del nostro mare non è un bene acquisito per sempre ma va difeso ogni giorno, con attenzione e impegno continuo.

Un impegno che dovrà essere necessariamente allargato a quanti Stati condividono con noi il privilegio e insieme la responsabilità di essere bagnati dal Mar Mediterraneo.

Per questo credo che sulla scorta di quanto già accade con il trattato Ramoge, che delinea le attività operative comuni a difesa del mare tra Italia, Francia e Principato di Monaco, si possa lavorare a una grande Alleanza Mediterranea per il “Mare Nostrum”.

Difendere il mare e i litorali significa difendere l’Italia e insieme onorare una storia millenaria. Il “nostro” mare è un’entità bellissima e fragile, un mare chiuso dove i fenomeni di inquinamento sono difficilissimi e lunghissimi da smaltire attraverso i processi naturali. Ci vuole una salvaguardia speciale per questo miracolo