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Strategia italiana per il mare

    LA DIRETTIVA EUROPEA SULLA STRATEGIA MARINA

La consapevolezza che le pressioni sulle risorse marine sono spesso troppo elevate e l’esigenza di ridurne gli impatti ha portato il Parlamento e il Consiglio dell’Unione Europea ad emanare la Direttiva quadro 2008/56/CE sulla strategia per l’ambiente marino (Marine Strategy Framework Directive - MSFD).

Entrata in vigore nel 2008 e recepita in Italia con il D.Lgs. 190/2010, la Direttiva è uno strumento innovativo per la protezione dei mari poiché costituisce il primo contesto normativo vincolante per gli Stati Membri a considerare l’ambiente marino in un’ottica sistemica. Per prevenirne il degrado e ripristinare gli ecosistemi danneggiati, ogni Paese deve infatti sviluppare la propria strategia, mettendo in atto le misure necessarie a conseguire (o mantenere) un buono stato ambientale entro il 2020. Per buono stato ambientale s’intende lo stato degli ambienti marini che consenta di preservare la diversità ecologica e la vitalità di mari e oceani puliti, sani e produttivi attraverso l’utilizzo sostenibile dell’ambiente marino. 

Ai sensi dell’artt. 4 e 5 del Decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190 il Ministero dell’Ambiente esercita la funzione di Autorità competente per le attività prevista dal Decreto n. 190/2010 e si avvale di un apposito Comitato tecnico i cui membri sono nominati dal Ministero previa designazione da parte di ciascuna delle Amministrazioni e associazioni interessate. Attualmente sono 36 i membri nominati in rappresentanza di 9 amministrazioni centrali (incluso l’Ambiente), del Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di ciascuna Regione e provincia autonoma nonché dell’ANCI e dell’UPI. Successivamente al primo decreto GAB-DEC-160 del 21 ottobre 2011, a firma del Ministro pro- tempore, relativo alla istituzione dei Comitato di cui trattasi, si sono  succeduti svariati decreti a firma Direttore Generale, con i quali si è provveduto a sostituire i componenti come indicati dalle Amministrazioni interessate.

L’attuazione del Decreto legislativo 190/2010, di recepimento della direttiva 2008/56/CE (Marine Strategy framework Directive, MSFD), prevede le seguenti fasi:

  • La Valutazione iniziale dello stato ambientale delle acque marine e dell’impatto delle attività antropiche sull’ambiente marino. La valutazione viene effettuata sulla base dei dati e delle informazioni esistenti ed include l'analisi degli elementi e delle caratteristiche essenziali dello stato ambientale, quella dei principali impatti e delle pressioni che influiscono sullo stato ambientale e quella degli aspetti socio-economici dell'utilizzo dell'ambiente marino e dei costi del suo degrado;
  • La determinazione dei requisiti del Buono Stato Ambientale (Good Environmental Status - GES), sulla base di 11 Descrittori qualitativi dell’ambiente marino (riportati nell’Allegato 1 della Direttiva MSFD) che fanno riferimento a molteplici aspetti degli ecosistemi marini, tra cui la biodiversità, l’inquinamento, l’impatto delle attività produttive;
  • La definizione dei Traguardi ambientali, fondamentali per rilevare i progressi nel processo di conseguimento del buono stato ambientale;
  • L’elaborazione dei Programmi di Monitoraggio coordinati, finalizzati a valutare in maniera continua lo stato dell’ambiente  marino per stimare l’eventuale divario rispetto al buono stato ambientale definito o il suo mantenimento nel tempo. I criteri per la definizione del monitoraggio dei mari italiani sono stati quelli di colmare i gap conoscitivi in funzione dei GES e dei traguardi ambientali precedentemente definiti, raccordandosi alle attività di monitoraggio svolte ai sensi di altre normative e/o accordi internazionali;
  • L’elaborazione dei Programmi di Misure per il conseguimento e il mantenimento del buono stato ambientale dove per misura qualsiasi azione a livello nazionale, regionale, unionale o internazionale che contribuisca al raggiungimento del GES. Secondo le indicazioni della Commissione Europea, il Programma deve essere costituito da misure concrete di carattere tecnico, legislativo, finanziario o politico che tengano conto delle conseguenze socio economiche ad esse associabili e degli eventuali effetti ambientali cumulativi;

Questo processo per fasi si ripete ogni sei anni per ogni regione o sotto regione marina individuate dalla direttiva MSFD e recepite in Italia tramite il D.lgs 190/2010. L’Italia ricade nella regione Mare Mediterraneo suddiviso nelle sottoregioni: Mare Mediterraneo occidentale, Mare Adriatico, Mar Ionio e Mare Mediterraneo centrale (Approfondisci).

  I CICLO DI ATTUAZIONE della STRATEGIA MARINA (2012 – 2018)

   II CICLO DI ATTUAZIONE della STRATEGIA MARINA (2018 – 2024)    

  SISTEMA INFORMATIVO CENTRALIZZATO (http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it)

Tutti i dati raccolti dai monitoraggi nell’ambito della Strategia Marina confluiscono, secondo standard definiti, all’interno del  Sistema Informativo Centralizzato, una banca dati accessibile a tutti i potenziali utilizzatori che consente la raccolta, la gestione e la condivisione a livello comunitario degli elementi acquisiti.