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Una visione nazionale sui rifiuti per superare i recinti regionali e le infrazioni comunitarie

di Gian Luca Galletti - Ministro dell'Ambiente

Giovedì in conferenza Stato-Regioni abbiamo raggiunto un buon risultato sul delicato tema del sistema nazionale dei rifiuti definito dall'articolo 35 dello “Sblocca Italia”.

Dopo un lungo confronto durato oltre un anno abbiamo avuto i pareri favorevoli di tutte le regioni, eccezion fatta per Lombardia e la Campania, che hanno espresso parere negativo.

Non era un passaggio facile. L' applicazione dell' articolo 35 dello Sblocca Italia rompe di fatto il principio dell' autosufficienza, dello smaltimento dei rifiuti a livello regionale e si crea una rete di smaltimento dei rifiuti a livello nazionale. Questo, ed è la logica che ha indotto il Governo a varare questa norma, ci aiuta molto ad impostare un lavoro serio per lo smaltimento dei rifiuti e ci serve anche per contrastare le infrazioni comunitarie a cui l' Italia é sottoposta in questo momento.

Il piano prevede un aggiornamento annuale che tenga conto anche dei piani di  smaltimento regionali. E' chiaro, e lo  voglio dire con chiarezza, che questo piano parte dal presupposto che tutte le regioni arrivino al raggiungimento degli obiettivi fissati dall' Europa, quindi al 65% di raccolta differenziata – da cui alcune Regioni oggi sono molto lontane - e che tutte colgano gli obiettivi di riduzione dei rifiuti del 10%.

Fatto questo atto di fiducia verso le Regioni, il piano individua ancora la necessità, del  Paese in questo caso, di incenerimento, che equivale a 8  termovalorizzatori.

Io sono fiducioso che il paese, anche attraverso lo strumento dell’art. 35, possa superare la vergogna delle discariche dove ancora oggi finisce quasi il 40% dei rifiuti (in alcune regioni ancora oltre l’80%).

L’Italia ha il dovere civile verso i propri cittadini, prima ancora che verso l’Europa che ci sanziona, di dotarsi di un sistema industriale di smaltimento dei rifiuti che punti al massimo sulla differenziata e sul recupero di materia e di energia, eliminando tutti i rischi per la salute pubblica e di contaminazione dell’ambiente.

E’ quello che stiamo facendo e contiamo di avere a fianco tutte le istituzioni. Le Regioni hanno dimostrato di voler collaborare costruttivamente a questo impegno.