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Water-food-Energy-Ecosystems Nexus - Assessment of the Isonzo/Soča River basin (Italia, Slovenia)

    L’ Accordo

Il 26 novembre 2015, il Ministero dell’Ambiente italiano e l’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe) hanno firmato un accordo che ha dato il via al progetto Assessment of the Isonzo/Soča River basin (novembre 2015 – dicembre 2016).

Il MATTM ha finanziato l’iniziativa con un contributo di 300.000 €.

Grazie al progetto, nato nel quadro della collaborazione tra il Ministero dell’ambiente e la Convenzione delle Acque dell’UNECE, è stata condotta un’analisi per approfondire i nessi tra usi irrigui, energetici, gestione del territorio e servizi ecosistemici per una gestione – condivisa da Italia e Slovenia - delle risorse idriche del Bacino dell’Isonzo.

L’analisi ha utilizzato la metodologia ‘Water-Food-Energy-Ecosystem Nexus’, nata nell’ambito dell’omonima Task Force della Convenzione delle Acque, a cui l’Italia partecipa. Tale metodologia esplora il nesso tra acqua-cibo-energia e servizi ecosistemici, in contesti transfrontalieri. Obiettivo dell’approccio Nexus è anche identificare possibili sinergie tra paesi transfrontalieri, per  una gestione efficiente dell’acqua, anche in situazioni di scarsità idrica e alla luce dell’impatto del cambiamento climatico. La Task Force Water-Food-Energy-Ecosystem Nexus, nello stesso arco temporale, ha promosso progetti analoghi nel bacino Alazani (nel Caucaso) e nel bacino del fiume Sava (nei Balcani).

    Obiettivi e risultati

LAssessment sostenuto dall’Italia ha contribuito ad identificare politiche, tecnologie, azioni in grado di contribuire a una maggiore integrazione tra politiche idriche, energetiche e agricole. L’analisi ha identificato ostacoli e opportunità di una gestione transfrotnaliera del bacino dell’Isonzo, in grado di creare una maggiore condivisione, tra Italia e Slovenia, dei vantaggi derivanti da una politica intersettoriale e integrata. Particolare attenzione è stata posta sugli aspetti dell’eco-turismo e della "continuità del fiume", ovvero la capacità del fiume di sostenere un numero di servizi lungo tutto il suo corso.

La ricerca è stata condotta anche attraverso lo scambio di buone pratiche e il coinvolgimento di diversi soggetti interessati a diversi livelli  (rappresentanti dei Ministeri, delle Regioni, degli Enti Locali, Università e società civile).

 

Contatti
Paolo Angelini
angelini.paolo@minambiente.it
Tel. 06 57228156