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La disciplina in materia di trasparenza di cui al decreto legislativo n.33/2013 è stata modificata dal decreto legislativo n. 97/2016.

Per effetto delle suddette modifiche, occorre distinguere tra le seguenti tipologie di accesso:

ACCESSO CIVICO (art. 5, comma 1, D. Lgs. n. 33/2013)

Chiunque può richiedere, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione, documenti, informazioni o dati, oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi del decreto legislativo n. 33/2013. La richiesta va presentata al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, Cons. Antonio Caponetto. Titolare del potere sostitutivo, attivabile nei casi di ritardo o di mancata risposta è il Segretario Generale (GAB-2012-0012636 del 27.07.2012).

ACCESSO GENERALIZZATO (art. 5, comma 2, D. Lgs. n. 33/2013)

Chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi del decreto legislativo n. 33/2013, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall'articolo 5-bis del predetto decreto legislativo n. 33/2013. La richiesta va presentata all’Ufficio che detiene i dati, le informazioni o i documenti o all’Ufficio Relazioni con il Pubblico

ACCESSO DOCUMENTALE (Legge n. 241/1990)

Hanno diritto di prendere visione e di estrarre copia di “documenti amministrativi” tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale e' chiesto l’accesso.

REGISTRO DEGLI ACCESSI (Linee guida Anac-delibera n. 1309/2016)

Contiene l’elenco delle richieste di accesso (documentale, civico e generalizzato) con indicazione dell’oggetto e della data della richiesta, nonché del relativo esito con la data della decisione.

ISTRUZIONI OPERATIVE RELATIVE ALL’APPLICAZIONE DELL’ ISTITUTO DELL’ACCESSO CIVICO

Nelle more dell’adozione, ai sensi di quanto previsto dalla Delibera ANAC, n. 1309 del 28.12.2016, di un apposito regolamento interno che disciplini gli aspetti procedimentali relativi all’esercizio dei tre tipi di diritto di accesso civico sopra indicati, si forniscono a tutte le Strutture ministeriali responsabili degli adempimenti in materia di accesso civico, nelle materie di rispettiva competenza e al fine di evitare comportamenti disomogenei tra le stesse, le necessarie indicazioni operative per l’esercizio del diritto di accesso civico.

Le istanze di accesso civico (art. 5, comma 1, D. Lgs. n. 33/2013) devono identificare i dati, le informazioni o i documenti richiesti, oggetto di pubblicazione obbligatoria, e non richiedono motivazione;

Le istanze di accesso generalizzato (art. 5, comma 2, D. Lgs. n. 33/2013) devono identificare i dati, le informazioni o i documenti richiesti, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria, e non richiedono motivazione;

Le domande di “accesso civico” come sopra individuate (casi di omissione di pubblicazione obbligatoria di dati, informazioni o documenti) vanno presentate al Responsabile della Prevenzione della Corruzione all’indirizzo di posta elettronica “trasparenza@pec.minambiente.it” ovvero presentate a mezzo posta, fax o direttamente presso gli uffici.

Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione provvederà ad inoltrare la richiesta alla struttura ministeriale di livello dirigenziale generale competente, la quale provvederà senza indugio e comunque entro e non oltre 30 giorni, a pubblicare i dati, le informazioni o i documenti obbligatori mancanti e a fornire risposta al richiedente, comunicandogli l’avvenuta pubblicazione sul sito ovvero, se risultano già pubblicati, il collegamento ipertestuale relativo.

Le domande di “accesso generalizzato”, invece, vanno presentate direttamente alla Direzione Generale (o relativo Ufficio se noto a priori) che detiene i dati, le informazioni o i documenti ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria, o che ha la competenza sulle commissioni, organismi, collegi a qualsiasi titolo operanti presso la struttura e che detengono i dati richiesti.

Le domande dovranno essere presentate all’indirizzo di posta elettronica certificata intestata alla Direzione Generale o Ufficio competente, ovvero presentate a mezzo posta, fax o direttamente presso gli uffici.

L’elenco degli indirizzi di posta elettronica certificata sono rinvenibili sul sito ministeriale.

Qualora la richiesta di “accesso generalizzato” contenga in indirizzo più strutture ministeriali, sarà cura di ciascuna struttura in indirizzo comunicare tempestivamente alle altre che non si è competenti sulla domanda in quanto non si detengono i dati o documenti richiesti.

Qualora i medesimi dati o documenti oggetto della richiesta di “accesso generalizzato” siano contemporaneamente detenuti da più strutture ministeriali, sarà cura di ciascuna struttura in indirizzo coordinarsi prontamente con le altre strutture detentrici del medesimo dato o documento, al fine di decidere in modo condiviso chi tratterà la richiesta di accesso e procederà al rilascio del dato o documento, con conseguente  onere di individuazione di eventuali controinteressati. 

Qualora la richiesta di “accesso generalizzato” sia indirizzata a più strutture ministeriali in quanto relativa a dati e documenti di procedimenti che coinvolgono, specie ai fini istruttori, più strutture ministeriali, sarà cura di ciascuna struttura in indirizzo coordinarsi con le altre strutture competenti,  al fine di individuare in modo condiviso eventuali “controinteressati” nonché valutare in modo condiviso eventuali limiti o casi di esclusione all’accesso (per la tutela di altri interessi giuridicamente rilevanti).

L’amministrazione è tenuta a consentire l’accesso generalizzato anche quando riguarda un numero cospicuo di documenti e informazioni, a meno che la richiesta risulti manifestamente irragionevole, tale cioè da comportare un carico di lavoro in grado di interferire con, ovvero di  pregiudicare in modo serio ed immediato, il buon funzionamento dell’amministrazione.

Si rinvia, per il procedimento di “accesso generalizzato”, a quanto contenuto nella nuova normativa.

Si ricorda che il procedimento deve concludersi entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza con provvedimento espresso e motivato. I termini sono sospesi in caso di comunicazione della richiesta ai controinteressati.

In caso di diniego totale o parziale dell’accesso o di mancata risposta entro il termine previsto dalla normativa, il richiedente può presentare richiesta di riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione, che deciderà con provvedimento motivato entro il termine di 20 giorni.

In ogni caso, a fronte del rifiuto espresso, del differimento o dell’inerzia dell’amministrazione, il richiedente potrà attivare la tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo.