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OGM e BIOSICUREZZA

Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni ambientali

Divisione IV: Valutazione e riduzione dei rischi derivanti da prodotti chimici e organismi geneticamente modificati


L’avvento della tecnologia del DNA ricombinante e i progressi nel campo della genetica hanno segnato una linea di demarcazione fra biotecnologie tradizionali (ad esempio l’uso di microrganismi per la produzione di cibi e bevande come birra, aceto, vino e yogurt) e biotecnologie moderne, dalle quali si può ottenere sia prodotti di interesse da un organismo il cui patrimonio genetico è stato manipolato artificialmente sia prodotti che a seguito della manipolazione genetica hanno acquisito particolari caratteristiche utili.

Un organismo geneticamente modificato (OGM) viene definito come un organismo diverso da un essere umano, che possiede una combinazione inedita di materiale genetico, ottenuta avvalendosi della biotecnologia moderna.

Le biotecnologie moderne rappresentano una frontiera promettente della scienza contemporanea, in grado di fornire all'umanità nuove opportunità per combattere le malattie e la denutrizione e per allargare gli orizzonti della nostra conoscenza sui sistemi viventi. Al tempo stesso queste tecniche presentano delle incognite e implicano dei possibili rischi per l'ambiente, la salute umana e animale che devono essere opportunamente valutati.

Per sfruttarne appieno le potenzialità e limitarne gli eventuali effetti indesiderati si è reso necessario lo sviluppo di norme comuni per la biosicurezza, ovvero l’insieme delle misure, delle politiche e delle procedure utili a ridurre al minimo i rischi potenziali derivanti dalle moderne biotecnologie.

I principi di riferimento a livello internazionale in tema di biosicurezza sono contenuti nel Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza (PCB), uno dei protocolli della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD). Si tratta di uno strumento internazionale, giuridicamente vincolante, che, rifacendosi al principio di precauzione, ha l’obiettivo di contribuire ad assicurare un adeguato livello di protezione nel campo del trasferimento, della manipolazione e dell'uso in condizioni di sicurezza degli OGM.

L’Unione europea (UE) e i suoi Stati membri hanno adottato strumenti normativi utili a garantire i necessari livelli di sicurezza così come previsto dal Protocollo. Nell’UE infatti gli OGM possono essere autorizzati soltanto dopo aver superato una rigorosa procedura come previsto dalla direttiva 2001/18/CE “sull'emissione deliberata nell'ambiente di OGM”, i cui principi sono stati estesi anche alle autorizzazioni per gli alimenti ed i mangimi GM con il Regolamento (CE) n. 1829 del 22 settembre 2003.

L’Italia ha recepito la Direttiva 2001/18/CE con il Decreto Legislativo 8 luglio 2003 n. 224.

Il MATTM è l’Autorità Nazionale Competente (ANC) che coordina le attività amministrative e tecnico-scientifiche relative all'attuazione delle misure contenute nel Decreto Legislativo 8 luglio 2003 n. 224, d'intesa, secondo le rispettive competenze, con i Ministeri della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dello Sviluppo Economico e dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

L’ANC rilascia i provvedimenti di autorizzazione, tenendo conto delle valutazioni di possibili effetti sulla salute umana, animale e sull’ambiente, con particolare riferimento agli ecosistemi naturali, e delle esigenze di tutela dell’agrobiodiversità, dei sistemi agrari e della filiera agroalimentare, con particolare riferimento ai prodotti tipici, biologici e di qualità, per:

 

La Biosafety Clearing-House (BCH) attraverso il nodo centrale, costituisce un centro di scambio di informazioni ed esperienze di tipo scientifico, tecnico, ambientale e giuridico concernenti gli OGM tra i paesi che hanno ratificato il Protocollo, detti Parti contraenti, tutti i soggetti coinvolti nei processi di valutazione e di gestione del rischio e l’opinione pubblica. Attraverso i nodi periferici viene garantito l’accesso alle informazioni riguardanti ciascuna Parte contraente.

La BCH fa parte del Meccanismo di Clearing-House (Clearing-House Mechanism, CHM) della CBD, uno strumento pensato per facilitare l’accesso e la condivisione delle informazioni e la cooperazione a livello tecnico e scientifico tra le Parti contraenti la Convenzione sulla Diversità Biologica.

Nel 2005 il MATTM ha istituito il nodo italiano della BCH con lo scopo di:
a) adeguarsi al quadro internazionale creato dal Protocollo;
b) dare seguito alle indicazioni della Convenzione di Aarhus e dell’Emendamento di Almaty;
c) rispondere alle disposizioni dell’UE in materia di biosicurezza;
d) ottemperare alla legislazione italiana in materia di informazione e consultazione pubblica sulla biosicurezza, per facilitare l’accesso del pubblico alle informazioni sugli OGM e consentire, nei casi previsti dalla normativa, la presentazione di osservazioni da parte di singoli e associazioni attraverso una procedura di consultazione pubblica.