Strategia Nazionale per la Biodiversità

La stesura della Strategia è stata realizzata nel corso del 2010 grazie ad un percorso di partecipazione e condivisione fra i diversi attori istituzionali, sociali ed economici interessati, che attraverso specifici Workshop territoriali è culminato nella Conferenza Nazionale per la Biodiversità (Roma, 20 – 22 maggio 2010).

La Strategia si pone come strumento di integrazione della esigenze della biodiversità nelle politiche nazionali di settore, riconoscendo la necessità di mantenerne e rafforzarne la conservazione e l’uso sostenibile per il suo valore intrinseco e in quanto elemento essenziale per il benessere umano, rispondendo appieno alla sfida 2011-2020 per la biodiversità.

Da questa considerazione deriva la visione per la conservazione della biodiversità della Strategia:
"La biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale".

Per il conseguimento della visione la Strategia nazionale è stata articolata intorno a tre tematiche cardine:

  • Biodiversità e servizi ecosistemici
  • Biodiversità e cambiamenti climatici
  • Biodiversità e politiche economiche

In stretta relazione con le tre tematiche cardine, l’individuazione dei tre obiettivi strategici, fra loro complementari, deriva da un’attenta valutazione tecnico-scientifica che vede nella salvaguardia e nel recupero dei servizi ecosistemici e nel loro rapporto essenziale con la vita umana, l’aspetto prioritario di attuazione della conservazione della biodiversità. Il conseguimento degli obiettivi strategici viene affrontato in 15 aree di lavoro.

La governance definita nell’intesa fra Ministero e Regioni nasce dalla comune consapevolezza che l’attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità richiede un approccio multidisciplinare ed una forte condivisione e collaborazione tra i decisori politici e le amministrazioni centrali e regionali, con il supporto del mondo accademico e scientifico, raccogliendo le istanze dei portatori di interesse.

Per questo la Conferenza Stato-Regioni è stata individuata quale sede di discussione e decisione politica in merito alla Strategia ed è stato istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare un appositoComitato paritetico per la Biodiversità a supporto delle attività della Conferenza stessa, composto da rappresentanti delle Amministrazioni centrali e da rappresentanti delle Regioni e Province Autonome.

E’ stato poi istituito l’Osservatorio Nazionale sulla Biodiversità che fornirà il necessario supporto tecnico scientifico multidisciplinare al Comitato paritetico.

E’ stato istituito inoltre un Tavolo di consultazione che coinvolgerà il Comitato paritetico e rappresentanti delle principali associazioni delle categorie economiche e produttive, delle associazioni ambientaliste per permettere il pieno e costante coinvolgimento dei portatori d’interesse nel percorso di attuazione e revisione della Strategia (Decreto di istituzione del Comitato paritetico per la Biodiversità, dell’Osservatorio nazionale per la Biodiversità e del Tavolo di consultazione).

Il 10 luglio 2014 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato i primi documenti prodotti dal Comitato paritetico per la Biodiversità. La Conferenza ha espresso accordo (pdf, 86 KB) su “I rapporto sull’attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità (periodo 2011-2012)” e accordo (pdf, 97 KB) su “Linee Guida per il recupero, soccorso, affidamento e gestione delle tartarughe marine”; intesa (pdf, 233 KB) su “prime indicazioni programmatiche fino al 2015”.