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Clima: Galletti, da ministero 18,7 milioni per cooperazione in Africa

Il ministro è intervenuto al seminario“L’accordo di Parigi: opportunità per l’Italia in Africa”.

Roma, 10 mag – E’ di 18,7 milioni di euro lo stanziamento del ministero dell’Ambiente per il programma di cooperazione in Africa. Lo ha annunciato stamattina il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al seminario su “L’accordo di Parigi: attività di cooperazione e opportunità per l’Italia in Africa”, che si è tenuto al ministero. Promosso dal direttore generale per lo Sviluppo Sostenibile Francesco La Camera, vi ha partecipato anche il viceministro degli Esteri Mario Giro, i Direttori generali competenti dei ministeri degli Esteri e della Cooperazione internazionale, dell’Economia e dello Sviluppo, rappresentanti di Cassa Depositi e Prestiti, Sace, Simest, oltre che dei fondi Energia e Clima in Africa.

Galletti ha elencato i fondi internazionali per l’Africa ai quali il ministero ha aderito: il Fondo per l’energia sostenibile per l’Africa (Sefa) e il Fondo africano sui cambiamenti climatici (Accf), gestiti dalla Banca Africana di sviluppo, e il programma Medio Oriente e Nord Africa (Mena) dell’International Finance Corporation”.

Per quanto riguarda Sefa, che promuove la crescita nei paesi africani attraverso l’uso efficiente delle risorse attualmente non sfruttate di energia pulita, il ministro ha precisato che nel dicembre scorso “l’Italia si è unita ai governi di Danimarca, Regno Unito e Stati Uniti con un finanziamento di 7,4 milioni di euro”.

Mentre, per quanto riguarda Accf, che si pone l’obiettivo di sostenere la transizione verso l’economia verde promuovendo la resilienza agli shock climatici e uno sviluppo a basso utilizzo di carbonio,  “il ministero dell’Ambiente si è impegnato ad aderire con un contributo di 4,7 milioni di euro”.

Inoltre, ha ricordato Galletti “con 6 milioni e 600 mila euro il ministero è il donatore principale del Fondo Mena”, che punta a favorire il ricorso alle tecnologie pulite per promuovere lo sviluppo economico a basso contenuto di carbonio e l’utilizzo efficiente delle risorse.

“Dalla capacità della comunità internazionale di rendere l’Africa autosufficiente dal punto di vista energetico ed economico – ha affermato il ministro - dipende non solo la soluzione della lotta ai cambiamenti climatici ma anche l’equilibrio socio-politico dei prossimi decenni di questo Continente”.