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Valutazioni Ambientali: CReIAMO PA mette a confronto esperienze su trasparenza e partecipazione

Presentata la Carta d’Intenti per le Valutazioni Ambientali, aperta a coinvolgimento pubblico e privato. Il Ministro Costa: cittadino sia attore della procedura amministrativa

Roma, 31 ottobre – Informazioni complete ed esaustive, disponibili in modalità gratuita e alla portata di tutti, in un linguaggio semplice e comprensibile. E ancora, basate su metodi scientifici validi, aggiornate in tempo reale, di cui sia data evidenza promuovendo il confronto e il dialogo con i cittadini, valorizzando poi i risultati ottenuti e facendo corrispondere un effettivo risultato di tale coinvolgimento. Sono dieci i principi, declinati in azioni concrete, per elevare il livello di trasparenza e partecipazione nelle valutazioni ambientali: li propone il Ministero dell’Ambiente, che attraverso la linea LQS1 del progetto CReIAMO PA, a valere sul PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, scrive una “Carta d’intenti per la trasparenza e la partecipazione nelle Valutazioni Ambientali” che ha l’obiettivo di coinvolgere attivamente pubbliche amministrazioni, associazioni, aziende e portatori d’interesse per portare avanti percorsi efficaci di sperimentazione dei principi della Carta.

Alla SIOI, la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, si è svolto il 29 ottobre un workshop che ha messo in luce esperienze partecipative in ambito internazionale, nazionale e regionale nel campo delle valutazioni ambientali, rivolte a stimolare il confronto con la società civile. I lavori sono stati aperti da un video messaggio del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Il cittadino – ha detto il Ministro - deve essere dentro il percorso di partecipazione, tracciarlo, vederlo in modo trasparente: essere dunque un attore della procedura amministrativa. In questo senso – ha aggunto Costa -  occorre anche sviluppare, definire e implementare la Convenzione di Aarhus che l’Italia ha ratificato e che deve poter andare anche oltre”.

La Carta d’intenti è un documento aperto, che parte da alcuni principi di riferimento: accessibilità, chiarezza, completezza, affidabilità, tempestività, evidenza, facilitazione, dialogo, valorizzazione e riscontro.  Ogni principio è sviluppato secondo una serie di azioni, da realizzare nelle diverse fasi del processo di valutazione ambientale.

Nella sessione introduttiva del workshop è intervenuto Franco Frattini, già Ministro degli Esteri e oggi Presidente della SIOI. “Partecipazione e trasparenza – ha detto l’ex ministro - sono lo strumento per società inclusive. Attraverso queste prerogative si determina la protezione dell’ambiente, che è uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. Il Direttore generale della Direzione per le Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, Giuseppe Lo Presti, ha evidenziato che,  utilizzando anche strumenti sperimentali come la Carta d’Intenti, l’informazione debba essere realmente comprensibile e fruibile per i cittadini con i quali è fondamentale che le istituzioni costruiscano un rapporto di fiducia, di leale collaborazione e di condivisione delle scelte. Il Presidente e Amministratore Delegato di Sogesid, Enrico Biscaglia, ha ribadito l’importanza della partecipazione e della trasparenza per “superare un approccio ideologico alle opere e colmare il forte ritardo in campo infrastrutturale del nostro Paese”.  

La Carta d’intenti per la trasparenza e la partecipazione è un decalogo di principi a cui si è giunti con la collaborazione delle pubbliche amministrazioni e di diversi stakeholder che tuttavia non rappresenta un obiettivo ma uno strumento, non un punto di arrivo ma di partenza per sperimentare, ognuno nei propri ruoli e competenze, attività che possano stimolare e far crescere la cultura della partecipazione attiva della società civile, in grado di riconoscere le istanze e di integrarle efficacemente nei processi di valutazione ambientale, sin dalle fasi iniziali di elaborazione delle proposte di piani, programmi e progetti.

Nel corso del workshop, le diverse esperienze a livello internazionale, nazionale e regionale rappresentate dai relatori hanno confermato la scelta e l’importanza dei principi della Carta, ma hanno altresì fornito molti altri stimoli per approfondire ed ampliare gli aspetti chiave della partecipazione e della trasparenza: l’importanza della terzietà nella gestione del confronto, spesso conflittuale, tra istituzioni e cittadini; la necessità di “progettare” la partecipazione, adeguandola alle specificità dell’ambito e del contesto in cui si inserisce; l’utilizzo di adeguati e diversificati strumenti e tecniche, anche innovativi, nella consapevolezza che la comunicazione e l’informazione sono collocate in un’era digitale e che sempre di più la scala locale è interconnessa con quella globale.

Sfide importanti che richiedono competenze multidisciplinari e trasversali, l’impegno di risorse umane e strumentali, ma soprattutto una crescita culturale, sia da parte delle istituzioni che dei cittadini e degli stakeholder, un cambiamento di approccio che trasformi la partecipazione ai processi decisionali da mero adempimento formale a reale e concreta opportunità di integrare le esigenze di sviluppo con i bisogni e le aspettative della collettività.

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