Organi decisionali e tecnici


International Co-ordinating Council of the Man and the Biosphere Programme (ICC)

Il Consiglio di Internazionale di Coordinamento del Programma MaB, altresì definito Consiglio MaB o ICC, è composto da 34 Stati membri, eletti dalla Conferenza Generale UNESCO ogni due anni, con un mandato di 4 anni rinnovabile. L’ICC si riunisce ogni anno, di norma presso il quartier generale dell’UNESCO a Parigi, ed ogni Stato ha la possibilità di inviare propri delegati ed esperti. Anche gli altri Stati aderenti al Programma MaB, ma non eletti nell’ICC, possono inviare osservatori, così come alcune Agenzie del sistema Nazioni Unite, quali ad esempio UNEP, FAO, UNDP, WMO, WHO. Il Consiglio MaB svolge le seguenti funzioni:

  • guida e supervisione del Programma MaB;
  • valutazione dei progressi raggiunti dal Programma MaB attraverso l’analisi dei rapporti pervenuti dal Segretariato, dalle Reti regionali e dai Comitati Nazionali MaB;
  • sostegno ai progetti di ricerca ed alla cooperazione regionale ed internazionale;
  • definizione delle priorità tra i progetti e le attività del MaB in generale;
  • coordinamento della cooperazione internazionale tra i membri del programma;
  • consultazione con le organizzazioni non governative su questioni scientifiche o tecniche.

In particolare, l’ICC è chiamato ad esprimere la decisione finale, favorevole o negativa, sulle nuove candidature a Riserva della Biosfera presentate dai singoli Stati, sulla base delle valutazioni tecniche formulate dal relativo organo consultivo, l’International Advisory Commitee for Biosphere Reserves (IACBR). Altro compito è quello di formulare raccomandazioni sui rapporti periodici delle riserve di biosfera già iscritte nella Rete mondiale.

International Advisory Committee for Biosphere Reserves (IACBR)

Come l’IUCN per la Convenzione del 1972 per le valutazioni su siti e candidature naturali alla Lista del Patrimonio Mondiale, lo IACBR svolge il ruolo di consulente tecnico per il Programma MaB. Il Comitato consultivo è chiamato ad esprimere valutazioni tecniche e raccomandazioni sull’iscrizione, il rinvio o la bocciatura delle nuove candidature a Riserva della Biosfera presentate dai singoli Stati. Tali rapporti vengono in seguito esaminati dall’ICC che si riunisce in sessione ordinaria ogni anno per la decisione finale. Lo IACBR, composto da 12 membri, tra cui illustri esponenti accademici ed esperti in materia, in carica per 4 anni, si riunisce una sola volta ogni anno, generalmente nel mese di gennaio o febbraio, ed i suoi lavori si svolgono a porte chiuse.

 

La Strategia di Siviglia e il Quadro Statutario della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera (1995)


Il Programma è stato inizialmente strutturato in 13 diversi “sotto-programmi tematici” individuati come linee guida del MaB, tra cui il sotto programma sulle Riserve della Biosfera e quello sugli “ecosistemi urbani”. Negli anni ‘90, e più precisamente in seguito alla Conferenza Internazionale delle Riserve della Biosfera tenutasi a Siviglia nel 1995, il Programma MaB ha progressivamente attenuato il proprio interesse per gli ecosistemi urbani incentrandosi, pressoché esclusivamente, sulle Riserve della Biosfera e sulla necessità di una loro revisione periodica. In quella sede venne adottata la cosiddetta “Strategia di Siviglia”, volta ad attribuire un ruolo più incisivo alle Riserve della Biosfera e il relativo “Quadro statutario” di riferimento (cd Statutory framework) che stabilisce le condizioni per il funzionamento della relativa Rete Globale.

Il Programma è stato inizialmente strutturato in 13 diversi “sotto-programmi tematici” individuati come linee guida del MaB, tra cui il sotto programma sulle Riserve della Biosfera e quello sugli “ecosistemi urbani”. Negli anni ‘90, e più precisamente in seguito alla Conferenza Internazionale delle Riserve della Biosfera tenutasi a Siviglia nel 1995, il Programma MaB ha progressivamente attenuato il proprio interesse per gli ecosistemi urbani incentrandosi, pressoché esclusivamente, sulle Riserve della Biosfera e sulla necessità di una loro revisione periodica. In quella sede venne adottata la cosiddetta “Strategia di Siviglia”, volta ad attribuire un ruolo più incisivo alle Riserve della Biosfera e il relativo “Quadro statutario” di riferimento (cd Statutory framework) che stabilisce le condizioni per il funzionamento della relativa Rete Globale.

1.  conservazione, per preservare le risorse genetiche, le specie, gli ecosistemi e i paesaggi
2.  sviluppo, per incoraggiare uno sviluppo economico e umano sostenibile
3.  supporto logistico, per sostenere e incoraggiare le attività di ricerca, educazione, formazione e monitoraggio continuo, in relazione con le attività di interesse locale, nazionale e globale, volte alla conservazione e allo sviluppo sostenibile

e avere un’appropriata zonazione

1.  una o più aree centrali che godano di una protezione a lungo termine e che permettano di conservare la diversità biologica, di monitorare gli ecosistemi meno perturbati, e di condurre ricerche e altre attività a basso impatto (ad es. la formazione)
2.  una zona tampone, ben identificata, che circondi o confini con le aree centrali, utilizzata per le attività ecologicamente compatibili, compresa l’educazione ambientale, l’ecoturismo e la ricerca
3.  una zona di transizione che possa includere una serie di attività agricole e di insediamenti umani in cui vi sia cooperazione tra i soggetti territoriali interessati per utilizzare e sviluppare in maniera sostenibile le risorse locali

Il Quadro statutario, inoltre, fissa funzioni, criteri e procedure di designazione delle RB e detta i principi per la loro revisione periodica.

 

Scenari futuri

Madrid Action Plan (2008-2013)


In risposta alle crescenti e delicate sfide ambientali del nuovo millennio, a Madrid nel corso della 20° Sessione del Consiglio ICC del 2008 venne adottato il cosiddetto “Madrid Action Plan” (MAP) che ha definito azioni, obiettivi, indicatori di risultato, partenariati ed altre modalità di attuazione del Programma e della Rete Globale delle Riserve della Biosfera per il periodo 2008-2013. Sin dal dicembre 2008, spetta ai Paesi membri del Programma l’obbligo di informare il Segretariato MaB su metodi scientifici e piani di azione nazionali da adottare in base alle 4 macro aree d’azione del MAP e ai 31 obiettivi ivi individuati. Gli obiettivi principali del MAP, per il 2008-2013, sono:

  • pianificare azioni di ricerca, formazione, rafforzamento delle capacità ed attuazione del programma MaB nel contesto della conservazione, sviluppo sostenibile, adattamento ai cambiamenti climatici e attenuazione dei loro effetti, del benessere socio-economico e culturale degli individui e delle comunità;
  • garantire l’utilizzo effettivo dei Siti della Rete Globale delle RB, quali modelli di riferimento per lo sviluppo sostenibile e laboratori per aiutare la collaborazione tra scienziati, decisori pubblici, teorici e ricercatori su problematiche ambientali, e socio-economiche degli ecosistemi;
  • raccogliere, confrontare, sintetizzare e diffondere le esperienze accumulate in 30 anni di lavori al fine di sostenere gli sforzi internazionali, nazionali, locali nel perseguimento degli obiettivi globali (Countdown 2010, Convenzione Quadro dell’ONU sui Cambiamenti Climatici e Protocollo di Kyoto);
  • contribuire alla formazione di una nuova generazione di scienziati, specialisti e gestori nel tentativo di avvicinare gli obiettivi globali ambientali e le aspirazioni locali in tema di sviluppo.
     

Piano di Azione di Lima (2016)


Il 4° Congresso mondiale delle Riserve della Biosfera ha approvato il Piano d’azione di Lima. Questo Piano prevede una serie di azioni volte a garantire l’attuazione efficace della Strategia MaB 2015-2025. Stabilisce obiettivi, azioni e risultati attesi; individua i principali soggetti responsabili di tale attuazione (Stati, Comitati Nazionali MaB, Segretariato UNESCO, RB, ecc.) e pone particolare attenzione alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e all’attuazione dell’Agenda 2030.

La mission per il periodo 2015-2025 consiste nel:

  • sviluppare e rinforzare modelli di sviluppo sostenibile nella Rete mondiale delle Riserve della Biosfera
  • condividere le esperienze fatte e le conoscenze acquisite al fine di facilitare la diffusione e l’applicazione mondiale di questi modelli
  • sostenere la gestione, le strategie e le politiche di qualità relative allo sviluppo sostenibile e alla pianificazione
  • aiutare gli Stati membri e le parti interessate a soddisfare gli obiettivi di sviluppo sostenibile il più rapidamente possibile grazie alle esperienze condivise dalla Rete mondiale delle Riserve della Biosfera, sperimentando politiche, tecnologie ed innovazioni che favoriscano la gestione sostenibile della biodiversità e delle risorse naturali e la riduzione e l’adattamento ai cambiamenti climatici